9 Febbraio 2007

I tifosi veri sono i maggiori danneggiati ma questa scelta va accettata

Il mondo del calcio è d`accordo su tutta la linea: sì alla fermezza contro chi ricorre alla violenza e sì alle partite a porte chiuse
“Decisione dolorosa, ma necessaria“
I tifosi veri sono i maggiori danneggiati ma questa scelta va accettata

Almeno questa volta Governo, Federazione e Lega Calcio hanno parlato la stessa lingua e il malumore di qualche presidente non si è trasformato in sciopero. Domani il pallone, mai così logoro e rattoppato, riprenderà a ruzzolare. Ma fino a quando continuerà a rotolare nella stessa direzione? “Ora – osserva Carletto Mazzone, uno che non ha mai fatto solletico alle parole – tutti fanno le condoglianze alla famiglia del poliziotto ucciso, ma tra qualche giorno saremo da “capo a dodici“. E, se si va sotto il pelo dell`acqua: “Via la politica dagli stadi – tuona Mazzone -. Anche se è difficile perchè ci sono interessi ben precisi e certe curve portano voti“. L`ex tecnico del Brescia parla naturalmente del calcio made in England: “Perchè – si chiede Mazzone – non andiamo in Inghilterra per vedere come fanno? Perchè non copiamo gli inglesi? Se non lo facciamo, è perchè siamo presuntuosi o forse ci sentiamo scienziati“. Così si tira a campare, anzi a morire: “Bisogna stare zitti – fa sconsolato Mazzone -. Sennò questi te menano pure. Se uno porta la famiglia allo stadio è un pazzo. C`è voglia di reagire? Speriamo. Finora abbiamo fatto una piccola mossa, il minimo indispensabile, ma pensiamoci – ripete Mazzone – a togliere la politica dagli stadi perchè ce n`è troppa da almeno vent`anni. Ve lo dice uno che di stadi ne ha girati tanti fra serie A, B e C, al Nord, al Sud e al centro“. Nella “piccola mossa“ potrebbe finire la decisione di mettere i lucchetti agli stadi: “Giocare a porte chiuse? – e il vocione si fa più forte -. Se questa decisione servirà per chiudere un certo discorso, ben venga. Questi tifosi bisognerebbe prenderli a schiaffi. Combinano di tutto. Se servirà a farli diventare bravi, ben venga tutto questo. Chi di dovere dovrà fare di tutto per chiudere questa vergogna. Non è bello girare il mondo e vedere che sul piano calcistico siamo una vergogna. Non è bello, anche se siamo campioni del mondo“. Anche Filippo Galli ha girato un bel pezzo di mondo. L`ex biancazzurro è stato probabilmente il primo a venire cacciato da uno stadio. È successo due giorni fa al torneo di Viareggio: “Mi era stato detto – spiega Galli – che, per assistere alla partita, bastava l`accredito di un`emittente televisiva. È quello che ho fatto, ma ho avuto la cattiva idea di presentarmi con la divisa del Milan e chi di dovere mi ha pregato di lasciare lo stadio. Ci sarebbe stato qualcosa da dire, ma sono stato zitto. Ci mancherebbe altro che fare polemica in questo periodo“. Non starà invece zitto chi ha sottoscritto l`abbonamento. Il Codacons ha già annunciato azioni legali per ottenere il risarcimento del danno subito: “E` evidente – sostiene Galli – che ad andarci di mezzo sono gli sportivi veri, quelli che vanno allo stadio per vedere la partita e magari sostenere la propria squadra però, anche se si tratta di decisioni impopolari, vanno comunque accettate“. Magari con qualche distinguo: “Certo che le regole vanno rispettate – dice Giampaolo Saurini -. Ma in questo caso si tratta di regole troppo drastiche. Un segnale però andava dato, ma a rimetterci sono solo gli abbonati. Per un paio di settimane il sacrificio è accettabile, ma non credo si debba andare oltre“. Ma non si potrà impedire ai tifosi di sostare nella zone adiacenti allo stadio: “Non credo che esista un reale pericolo di incidenti fuori dallo stadio – sostiene l`ex centravanti del Brescia -. La legge parla chiaro. Basta alzare un dito per venire arrestati. Sono sicuro che questo farà in modo che ci si pensi bene prima di lasciarsi andare a qualche gesto violento“, Per un altro bresciano, al momento passato dietro al microfono, i provvedimenti sono sacrosanti, persino troppo leggeri: “Allo stadio non dovrebbe entrare niente – spiega Vincenzo Guerini -. Niente bandiere, niente striscioni. Niente di niente. Al massimo è consentito il cappotto e il cappello quando fa freddo. Non serve altro. Certo che il Governo ha adottato provvedimenti sacrosanti – conferma l`ex giocatore e tecnico del Brescia -. Sarebbe molto grave se non dovessero bastare. Significherebbe la morte del calcio. Mi auguro che non sia già varcato il punto del non ritorno“. Meno pessimista Azeglio Vicini: “Credo, anzi sono quasi sicuro che le decisioni del Governo e della Federazione serviranno a riportare il calcio sulla strada giusta – assicura l`ex commissario tecnico della Nazionale -. Mi auguro che bastino a spegnere l`astio che c`è fra alcune tifoserie. Talmente radicato e forte da arrivare a scontrarsi in un autogrill anche quando le loro squadre giocano in posti diversi. L`unico punto su cui mi sento di dissentire, anche se non è stato facile scegliere la linea dell`intransigenza, è di chiudere i cancelli anche agli abbonati. Difficile trovare violenti fra gli abbonati e oltretutto sarebbero facilmente identificabili“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this