9 Febbraio 2007

Disabili, i genitori scrivono al ministro Fioroni

Disabili, i genitori scrivono al ministro Fioroni
L`accusa: “Senza insegnanti di sostegno, non c`è integrazione scolastica“

Sembra farsi sempre più difficile la situazione dei bambini disabili inseriti nelle scuole pubbliche friulane e che necessitano di insegnanti di sostegno. Dopo la lettera che un gruppo di associazioni di genitori aveva inviato a tutte le forze politiche regionali (“e di fronte a una situazione che non accenna a migliorare“, sostengono gli interessati), ora le famiglie hanno deciso di girare la loro protesta direttamente al ministro della pubblica instruzione Giuseppe Fioroni, cui in questi giorni hanno inviato la raccomandata. “Il problema non è nuovo, ma si sta aggravando“, insistono i rappresentanti delle associazioni Genitori della Nostra famiglia, Sindrome di down, Fondazione bambini e autismo, Progetto autismo Fvg, ai quali si è unito il Codacons della provincia di Udine. “Assistiamo – questa la forte accusa contenuta nel documento – all`incredibile fenomeno dell`invisibilità dei diritti dei bambini disabili anche nell`ambito della scuola, ambito i cui dovrebbero acquisire i fondamentali alfabeti del sapere e del saper fare, competenze che risultano oggi fondamentali per far raggiungere al bambino con handicap una completezza nella formazione all`indipendenza e all`autonomia“. Secondo i genitori, accanto alle situazioni di generale disagio, di fatto “nelle prassi scolasticherivolte ai bambini disabili emergono sistematicamente episodi che non permettono l`attuazione dei diritti fondamentali all`istruzione e alla non discriminazione“. In Friuli, l`organico negli insegnanti di sostegno presenta forti carenze al punto che – come sottolineano i genitori – a copertura di tali posti vengono nominati insegnanti privi di qualifica e dunque totalmente impreparati all`approccio e alla didattica. Penalizzante in questo senso è il fatto che docenti di sostegno con nomina a tempo indeterminato dopo 5 anni possono passare su cattedra comune. Non essendocene disponibili, molto spesso vengono chiamati docenti da fuori regione, anche dal Sud Italia, che rimangono poco tempo e vengono sostituiti da altri, impedendo così la continuità didattica. “Vogliamo che non siano calpestati – dicono le famiglie firmatarie della lettera al ministro Fiorono – i diritti fondamentali dei nostri bambini“.

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