Cobas, l`inchiesta si allarga “Violazioni anche nel 2006“
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fonte:
- La Stampa
Dopo il corteo con Taricco chiesto il trasferimento per legittimo sospetto
SALUZZO Per “legittimo sospetto“ – il dubbio sull`imparzialità dell`organo giudicante introdotto dalla legge Cirami, la cosiddetta salva-Previti, il primo agosto del 2002 – potrebbe slittare il primo maxi-processo sulle quote latte che si è aperto mercoledì in tribunale a Saluzzo. Il legale dei Cobas, l`avvocato Paolo Botasso di Saluzzo, ha chiesto al gup Alberto Boetti di trasferire il fascicolo ad altra sede perché in città, dopo la “fiaccolata per la giustizia“ organizzata dalla Coldiretti alla vigilia dell`udienza preliminare (vi ha partecipato anche l`assessore regionale Mino Taricco), si sarebbe creato un clima sfavorevole agli “splafonatori“. Il loro leader, Antonino Bedino, è sotto accusa per truffa e altri reati insieme all`ex parlamentare leghista Giovanni Robusti e ad altri 54 allevatori. Sarà il magistrato a stabilire se il procedimento penale deve comunque andare avanti, oppure va “congelato“ in attesa del pronunciamento della Cassazione. Dopo sette ore di udienza l`altra mattina, gli indagati torneranno in aula il primo marzo. Entro quella data, il gup dovrà anche decidere se accogliere la costituzione di parte civile di Comunità Europea, ministero dell`Agricoltura, Agea, Regione, Codacons, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confccoperative-Fedagri, Cooperativa Piemonte Latte e Associazione Regionale produttori del Piemonte. Il sostituto procuratore Maurizio Ascione ha contestato ai Cobas nuove violazioni che hanno fatto salire l`ammontare della presunta truffa da 131 a 221 milioni di euro (se venissero accolte, le integrazioni farebbero venir meno i benefici dell`indulto essendo riferite a un periodo più recente rispetto ai sette anni dal `98 al 2004 oggetto delle precedenti indagini). La battaglia prosegue fuori dal palazzo di giustizia. Presidente e direttore di Coldiretti Cuneo Marcello Gatto e Bruno Rivarossa hanno annunciato di voler rendere pubblici i marchi di latte e formaggi “che continuano a essere complici del mercato parallelo che vede alleate alcune industrie ai produttori che non rispettano le regole“. “Ricordiamo ai consumatori – replica Bedino – che la produzione italiana copre solo il 56% del fabbisogno nazionale. Una ulteriore riduzione, come auspicato dalle organizzazioni sindacali, non farebbe altro che impoverire la nostra economia e le nostre certezze in materia di qualità e salubrità dei prodotti“.
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