8 Febbraio 2007

“Il processo va trasferito A Saluzzo clima sfavorevole“

TRIBUNALE. PRIMA UDIENZA SULLA TRUFFA DEL LATTE
“Il processo va trasferito A Saluzzo clima sfavorevole“

SALUZZO “Il processo ai Cobas del latte va trasferito altrove perché a Saluzzo, dopo l`ultima manifestazione di martedì sera, si è creato un clima sfavorevole nei confronti di una delle parti in causa. La sfilata della Coldiretti sotto il Palazzo di giustizia e la partecipazione dell`assessore regionale all`Agricoltura Mino Taricco sono due fatti che potrebbero influenzare i giudici“. L`istanza è stata presentata ieri in aula dalla difesa dei Cobas all`udienza preliminare per l`inchiesta sulle quote latte. A formulare la richiesta, l`avvocato Paolo Botasso, di Saluzzo, uno dei legali degli “irriducibili“, insieme agli avvocati Catia Salvataggio, Alessandra Piano, Carlo Binelli, Giuseppe Caprioli. La giornata della verità per i Cobas del latte era cominciata presto. Alle 8,40 gli allevatori indagati per l`operato delle Cooperative Savoia si erano presentati puntuali al tribunale di Saluzzo per l`udienza preliminare davanti al giudice Alberto Boetti. Uffici giudiziari blindati da carabinieri, finanzieri e polizia. Tensione che si è via via alleviata, con qualche stretta di mano a denti stretti fra le parti in causa nei corridoi. Alle 9, nell`aula forense al primo piano, accalcati gomito a gomito all`apertura dell`udienza c`erano entrambi, i “regolari“ e gli “irriducibili“, le due fazioni che da mesi hanno avviato una guerra politica e legale a colpi di esposti e ricorsi. Le due parti Stretti da una parte, il presidente regionale Coldiretti Giorgio Ferrero, il direttore Bruno Rivarossa, i responsabili dell`Associazione Produttori latte il presidente Pietro Depaoli e il direttore Roberto Arru. Accanto, i cinque rappresentanti del mondo agricolo dei Cobas, accusati di aver promosso e organizzato un`associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e della Ue e al falso in bilancio: il leader degli splafonatori cuneesi Antonino Bedino, di Scarnafigi, l`ex parlamentare leghista Giovanni Robusti, Cristina Maestri, Denis Maero di Saluzzo, Francesco Robasto di Moretta. Con loro gli altri 51 produttori di Saluzzo, della provincia di Cuneo e del Torinese finiti alla sbarra per “partecipazione“. In aula c`era anche l`avvocato che rappresenta l`Agea che ha chiesto al giudice la costituzione di parte civile della Commissione Europea, insieme alla stessa agenzia, Coldiretti Piemonte, Confcooperative e al Codacons. L`udienza, che si è celebrata a porte chiuse, è durata fino alle 17. Al termine, tanti i punti sul taccuino del giudice Boetti, ma nessun provvedimento. Il magistrato si è riservato di decidere sull`accoglimento delle parti civili. E anche sull`eccezione per “legittimo sospetto“, avanzata dai legali degli allevatori dopo la fiaccolata “per la trasparenza e la giustizia“ che martedì sera ha portato a manifestare in città centinaia di allevatori insieme ai vertici regionali dei sindacati agricoli, all`assessore regionale Mino Taricco, sotto le bandiere della Coldiretti e dell`Associazione Produttori. Nuova udienza il 1° marzo Tutto rinviato alla Cassazione a Roma, ma sarà Boetti che deciderà se sospendere o meno il processo a Saluzzo. La parola spetta ora al gup, che dovrà pronunciarsi sulle modifiche al capo d`imputazione avanzate da parte del pm, che ha contestato fatti nuovi riguardanti l`attività delle cooperative anche dal 2004 a oggi. Prossima udienza il 1° marzo.

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