Benzina, venerdì alle 7 riaprono gli impianti
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fonte:
- Gazzetta del Sud
In Sicilia, dove la protesta è iniziata in anticipo, massiccia adesione alla serrata
ROMA Nella “guerra“ dichiarata dai benzinai al pacchetto liberalizzazioni si passa dalle parole ai fatti. Fallito nei giorni scorsi ogni tentativo di mediazione, ieri sera, come annunciato, i distributori hanno chiuso i battenti e li riapriranno solo venerdì. E mentre la serrata incassa il placet del numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, il Codacons agita il sospetto di speculazioni sui prezzi. Tecnicamente lo sciopero prevede uno stop di 48 ore. Nei fatti, tenendo conto degli orari di apertura e chiusura degli esercizi, la serrata è scattata sulla viabilità alle 19 di ieri e si protrarrà fino alle 7 di venerdì. Sulla rete autostradale gli orari saranno leggermente differiti: i gestori hanno chiuso i battenti dalle 22 di ieri e riapriranno gli impianti alla stessa ora di domani. Intanto, a giudicare da come sono andate le cose in Sicilia, dove la protesta è scattata con 24 ore di anticipo, sarà difficile riuscire a fare il pieno se non si è stati previdenti. Sull`isola, infatti, 9 impianti su 10 hanno aderito al fermo. Altrove, soprattutto nelle grandi città, si sono ripetute le scene già vissute l`altro ieri, con i distributori presi d`assalto da automobilisti preoccupati di rimanere col serbatoio a secco. Insomma, tutti in fila. A Torino, addirittura, quasi la metà degli impianti ha dovuto chiudere in anticipo perchè aveva terminato le riserve di carburanti. Nel mirino dei gestori c`è il disegno di legge, varato dal governo, che abolisce le distanze minime tra un impianto e l`altro e apre a tutto l`ampio segmento del non-oil, facendo cadere vincoli merceologici giudicati ormai sorpassati. Ma secondo le organizzazioni di categoria, in questo modo c`è un unico soggetto a trovarsi in posizione di favore: la grande distribuzione organizzata. Inoltre i gestori lamentano di non essere stati consultati dal governo. “Il ministro Bersani afferma Roberto Di Vincenzo, segretario generale di Fegica-Cisl non si è fatto sentire, a parte due righe in cui si è dichiarato disponibile a parlare degli assetti del settore, ma solo dopo che il Parlamento avrà approvato la riforma“. Al tema della mancata concertazione è sensibile anche il leader della Cisl. “I benzinai fanno bene a scioperare: sono solidale“, dice Raffaele Bonanni, sottolineando che l`esecutivo avrebbe dovuto confrontarsi prima con i benzinai. Parte da un altro punto di vista il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, secondo il quale lo sciopero danneggia i consumatori che “non possono pagare un di più per ridurre la concorrenza“. E a proposito di costi e consumatori, il Codacons teme che nelle ultime ore prima della serrata qualcuno, tra i benzinai, abbia fatto il furbo, approfittando della situazione e speculando sui prezzi. L`associazione sostiene infatti di aver ricevuto segnalazioni in tal senso da molti cittadini, e chiede l`intervento delle Fiamme gialle e del ministero dello Sviluppo. Intanto ieri il prezzo del petrolio ha chiuso in rialzo a New York ma ha frenato il suo slancio sotto i 59 dollari. Al Nymex il Light crude è salito infatti di 19 cent a 58,93 dollari, dopo essere salito a un soffio da 60 dollari a quota 59,99. A riaccendere i prezzi è l`aumento delle temperature fredde in Nord America che fa rialzare i consumi di combustibili da riscaldamento. Il prezzo del petrolio tuttavia si arresta di fronte alla soglia dei 60 dollari e rimbalza verso il basso.
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