Code dai benzinai, poi la serrata
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fonte:
- la Repubblica
Code dai benzinai, poi la serrata
Chiusi oggi e domani. I consumatori denunciano: aumenti nelle ultime ore In Sicilia la protesta è partita 24 ore prima, con una adesione del 90%
ROMA – A caccia della benzina perduta, finita e soprattutto più cara del solito. Un oscuro e irraggiungibile oggetto del desiderio ieri in molte città ancor prima della serrata dei distributori che per scavalcare il decreto Bersani si appellano direttamente a Palazzo Chigi e minacciano nuovi scioperi. A Torino metà dei distributori erano infatti già chiusi ancor prima che alle 19 scattasse l`ora x della serrata di 48 ore perché avevano finito il carburante viste le troppe richieste. A Firenze il prefetto ha precettato stazioni di rifornimento per garantire i servizi di sicurezza e soccorso ma alcune erano già desolatamente a secco, così come in decine di altre città. E tra rapine milionarie di banditi previdenti sicuri di trovare incassi da record come a Roma, dove si sono portati via 50mila euro, e code chilometriche dai benzinai in tutt`Italia di chi non voleva restare a piedi nei prossimi due giorni, ieri sono arrivate centinaia di segnalazioni al Codacons. Denunce di consumatori inferociti per aver pagato dai 5 ai 15 centesimi in più al litro il carburante rispetto al giorno prima. Telefonate e mail che hanno portato l`associazione dei consumatori a chiedere l`intervento della guardia di finanza per fare controlli ed eventualmente denunciare i distributori per aggiotaggio. Ieri in tutto il paese c`è stato un vero e proprio assalto ai distributori da parte degli automobilisti che volevano garantirsi il pieno, costretti, davanti a serbatoi rimasti in alcuni casi vuoti, a pensare al car sharing, ad utilizzare la macchina del collega per andare in ufficio oggi e domani. I distributori resteranno infatti chiusi per due giorni. In Sicilia la serrata è cominciata lunedì, con 24 ore di anticipo e ha avuto secondo le organizzazioni sindacali una partecipazione del 90%. Nel resto del Paese i benzinai hanno messo i lucchetti agli impianti dalle19 di ieri e li riapriranno alle 7 di venerdì. Sulle autostrade, invece, stop dalle 22 di ieri alle 22 di domani. La vertenza che oppone i gestori degli impianti e il governo pronto a liberalizzare il settore della distribuzione di carburanti è giunta così al primo duro scontro. Un braccio di ferro che tra quindici giorni diventerà durissimo, con il blocco annunciato per cinque giorni (dalle 19 di domenica 25 alle 7 del sabato successivo) seguito un mese più tardi da altri cinque giorni di chiusura. Secondo i gestori il decreto Bersani tende ad amplificare le condizioni di favore di cui già gode la grande distribuzione organizzata. “Dove ha aperto i suoi punti vendita – sostengono Faib, Fegica e Figisc – rivende la benzina che acquista dalle compagnie petrolifere con oltre 150 euro ogni mille litri di sconto rispetto al prezzo raccomandato; ai gestori ne sono riservati solo 35“. Di tutt`altro avviso le associazioni dei consumatori che parlano di `serrata` e spiegano che la benzina costerebbe di meno introducendo più liberalizzazione nella rete. Ma la protesta dei benzinaia è entrata ieri nel mirino della Commissione di garanzia sugli scioperi il cui presidente ricorda gli obblighi previsti durante l`astensione collettiva: “Deve essere assicurato sulla rete autostradale il funzionamento di una stazione di servizio ogni 100 chilometri“ mentre “per la rete stradale dovrà essere mantenuto in servizio un numero di stazioni di rifornimento non inferiore al 50% degli esercizi aperti nei giorni festivi“.
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