Il Sant`Elia stadio fuori legge
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fonte:
- La Nuova Sardegna
I tornelli non sono ancora collegati al sistema telematico
Il Codacons con un esposto ne chiede il sequestro cautelativo Attesa a Cagliari per le decisioni del governo
CAGLIARI. Il diktat del ministro dell`Interno, Giuliano Amato parla chiaro: “Non si gioca in presenza di pubblico negli stadi non a norma“. E tenuto conto che in Italia solo l`Olimpico di Roma, il Ferraris di Genova, il San Filippo di Messina, il Barbera di Palermo, l`Artemio Franchi di Siena e l`Olimpico di Torino si sono adeguati alle norme previste dal decreto Pisanu, se ne deduce che il Sant`Elia è `fuorilegge`. Non è stato, insomma, ancora messo in sicurezza. Con la logica conseguenza che i tifosi del Cagliari saranno costretti a vedere le partite di Suazo & C. solo in televisione. Ma c`è di più. Il Codacons con un esposto presentato presso la procura della Repubblica ne chiede il sequestro cautelativo, anche in virtù del fatto che l`impianto attualmente funziona in regime di deroga. In verità nello stadio cagliaritano sono già stati fatti quasi tutti i lavori di adeguamento. Ci sono le zone di prefiltraggio, l`impianto di telecamere e i varchi di accesso con i tornelli che, però, non sono stati ancora collegati al sistema telematico a causa del mancato allaccio alla linea a fibre ottiche. La stessa biglietteria non è collegata con la Questura. Sarà comunque il Consiglio dei ministri straordinario, convocato per domani a stabilire le misure urgenti “con un decreto per norme immediatamente attuative“. Nel frattempo due delibere riguardanti proprio il futuro del Sant`Elia stanno per approdare in commissione sport e, quindi, in consiglio comunale. La prima prevede un concorso di idee internazionale per un migliore utilizzo della struttura e l`affidamento della gestione ai privati. La seconda, invece, punta a una completa ristrutturazione dello stadio. Costo complessivo dell`opera: trentanove milioni di euro. Nell`attesa si susseguono le prese di posizione dei consiglieri comunali. Secondo Lino Bistrussu (Riformatori) “lo stadio cagliaritano è molto meno pericoloso di quello che sembra e più sicuro di realtà come quelle di Genova, Siena e persino Milano“. Per Bistrussu la cosa più importante da fare è quella di educare la gente alla non violenza e a seguire “bisognerebbe affidare alle società l`ordine pubblico negli stadi. Non deve essere sempre la comunità a pagare“. Sulla stessa lunghezza d`onda Ugo Storelli (Forza Italia) secondo il quale l`amministrazione comunale potrebbe seriamente prendere in considerazione la possibilità di affidare l`impianto al Cagliari calcio. “In ogni caso – continua il consigliere azzurro – va trovata al più presto una soluzione. E, soprattutto, è necessario adeguarsi immediatamente alle norme vigenti. Il fatto che al Sant`Elia entrino ancora petardi e bastoni vuol dire che c`è qualche falla“. Da parte sua il Cagliari Calcio attende con fiducia e ottimismo la ripresa del campionato, nella speranza di poter evitare la disputa delle gare a porte chiuse. “La situazione dello stadio – fanno sapere dal club rossoblù – è comune a quelli di altre società. A Cagliari molte cose funzionano, solo all`ingresso i tornelli non sono stati ancora collegati al sistema telematico per il mancato allaccio alla linea a fibre ottiche“. Un problema che potrebbe far disputare la prossima partita interna del Cagliari a porte chiuse. Non si conoscono, però, i tempi esatti per la completa messa in regola del Sant`Elia. Domani, dopo le decisioni del Consiglio dei ministri, se ne saprà di più.
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