3 Febbraio 2007

L`Antitrust boccia orari e turni fissi delle farmacie

ROMA Farmacie senza orari, senza turni, senza domeniche e- perché no – anche senza ferie. Fatte salve le prestazioni minime “per obiettivi di interesse pubblico“, stiano pure aperte: quando e quanto vogliono. Lo chiede l`Antitrust, che sull`onda della marea liberalizzatrice (e di una storica attenzione per gli affari dei titolari), ha approvato e inviato giovedì al Governo, ai presidenti di Camera e Senato e alle Regioni, una segnalazione che punta a garantire più libertà ai consumatori e concorrenza “ad armi pari“alle farmacie rispetto agli altri esercizi autorizzati dal Dl Bersani a vendere i farmaci da banco. Le indicazioni sono dirompenti: via l`orario massimo; via la chiusura obbligatoria domenicale, festiva e infrasettimanale; stop alle ferie minime annuali e all`uniformità d`apertura. Tutte questioni disciplinate dalla normativa regionale e spesso concordate con gli organismi di rappresentanza dei farmacisti. Consuetudine che non è sfuggitaall`Antitrust:“Se a decidere sono loro – ha scritto- c`è il rischio che si tenda a uniformare l`attività degli associati limitando l`autonomia imprenditoriale “. Una freccia avvelenata che il Garante sembra aver fatto scoccare a ragion veduta. A far breccia nei sentimenti dell`Authority sono stati quei farmacisti che hanno fatto sapere di sentirsi “discriminati“: i supermarket nei loro “corner“ vendono le medicine anche all`ora dei pasti. Dell`ansia di mercato che serpeggia nella categoria si erano da poco occupate sia la Salute che Federfarma (titolari) ribadendo – in entrambi i casi – le peculiarità del servizio di farmacia rispetto agli altri commerci e la validità dei “paletti“ vigenti (si veda “Il Sole24 Ore“ del 16 gennaio). Paletti che l`Authority conosce e avversa da tempo. La segnalazione ricorda infatti anche che la Consulta, nel 2003, aveva ritenuto le norme idonee a salvaguardare la capillarità della rete delle farmacie. Il decreto Bersani – avverte però il Garante – ha cambiato il quadro: “Ora serve concorrenza“. Un nuovo shock per i farmacisti: “L`Antitrust arriva tardi -ha commentato piccato Giacomo Leopardi ( presidente Fofi) -. Una maggiore flessibilità d`orario l`abbiamo già proposta noi, non a fini commerciali ma per migliorare il servizio“. “Quale farmacia accetterà il turno di notte se altre farmacie, con poche ore in più, potranno renderlo totalmente in perdita?“, si è interrogata invece Federfarma. Equidistante e ponderato, in serata,il commento del ministero della Salute. La segnalazione è “apprezzabile“ se inquadrata nei principi vigenti – ha fatto sapere. Ben vengano dunque i vantaggi per gli utenti purché non prevalgano “deregulation e spontaneismo“. Calamità che sembrano non turbare Aduc e Codacons. Dal presidente di quest`ultimo,Carlo Rienzi, arriva anzi una chicca in più: “Nei prossimi giorni- ha annunciato – i sindaci dei vari Comuni d`Italia, a partire dal sindaco di Roma,riceveranno una diffida ad autorizzare la “guardia farmaceutica volontaria“ “.Così,dopo lo Stato e le Regioni, forse toccherà ai primi cittadini scrivere lealtre puntate della storia.

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