3 Febbraio 2007

Scioperi confermati Impianti chiusi da martedì prossimo



ROMA. E` muro contro muro tra i benzinai e Pierluigi Bersani, con le associazioni di categoria che accusano il ministro dello Sviluppo economico di rifiutare il confronto e di comportarsi come Ponzio Pilato, e il secondo che respinge al mittente tutte le contestazioni. In un clima sempre più teso, i benzinai confermano i primi due giorni di sciopero contro le misure del decreto sulle liberalizzazioni che li riguardano. Gli impianti resteranno quindi chiusi dalle 19 di martedì 6 febbraio, alle 7 di venerdì 9 febbraio su tutte le strade, e dalle 22 del 6 alle 22 di giovedì 8 febbraio sulla rete autostradale. In Sicilia gli impianti chiuderanno con 24 ore di anticipo, a partire dalle ore 19 di lunedì 5 febbraio. “Bersani sta facendo un po` come Ponzio Pilato: si sottrae e scarica la responsabilità sul parlamento. Vuole vedere se abbiamo la forza di organizzare una risposta. Gliela daremo“, scrivono in comunicato i sindacati di categoria, Fegica-Cisl, Faib-Aisa e Figisc-Confcommercio, chiedendo l`intervento del presidente del Consiglio Romano Prodi. La pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto sulle liberalizzazioni ha fatto scattare di nuovo la rabbia dei gestori delle stazioni di servizio, che accusano il governo di non averli consultati. “Bersani – accusano i sindacati – con un atto estremamente grave che delegittima persino il suo ruolo istituzionale, si sottrae alla sua responsabilità e spinge la categoria e il paese allo scontro. I gestori, che pure chiedono da tempo, inutilmente, l`apertura del dialogo, non sono disposti ad accettare un provvedimento che con la liberalizzazione, il mercato, la concorrenza, i prezzi non ha nulla a che fare“. E a dimostrazione che non scherzano, il segretario della Fegica-Cisl Roberto Di Vincenzo minaccia una sospensione temporanea degli accordi sul “prezzo massimo“ della benzina, lasciando che ogni gestore fissi il prezzo autonomamente. A vedersi paragonare a un moderno Ponzio Pilato, Bersani non ci sta proprio. E così il ministro replica deciso: “Ponzio Pilato non è il mio abito, discuteremo“, dice Bersani al mattino. Salvo rincarare la dose al pomeriggio: “Non si stanno scaricando responsabilità sul parlamento: si era detto che su questa materia non si sarebbe agito per decreto, ma sarebbe stato messo a punto un disegno di legge, e così è stato. La parola data è stata mantenuta“. Salvo improbabili colpi di scena, difficilmente governo e benzinai potranno trovare un accordo che eviti lo sciopero. Con il Codacons che invita il governo a non lasciarsi intimidire.

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