5 Febbraio 2007

Contro il pieno al supermarket, i benzinai scelgono la linea dura

Contro il pieno al supermarket, i benzinai scelgono la linea dura. Nessun margine di trattativa con il governo. Il ministro Bersani aveva scritto una lettera ai gestori dicendosi pronto a un incontro, ma Fegica, Faib e Figisc – le tre sigle della categoria – chiudono la porta al confronto, parlando di un ministro che si comporta “come Pilato“. E confermano due giornate di chiusura, il 7 e l`8 febbraio, le prime di un pacchetto di due settimane. Il blackout dei distributori durerà dalle 19.00 di domani alle 7.00 di venerdì sulla viabilità stradale, e dalle 22.00 di domani alle 22.00 di giovedì sulla rete autostradale. In Sicilia le pompe di benzina chiuderanno (sempre per due giorni) con 24 ore di anticipo, a partire dalle 19.00 di lunedì 5 febbraio. Per il Codacons si tratta di una protesta “illegale“ e l`associazione è pronta a “presentare una raffica di denunce per interruzione di pubblico servizio“. Ma i gestori tirano dritto contestando alle nuove norme di voler favorire la grande distribuzione e al ministro di voler impostare il confronto “a cose fatte“. “Sono disponibile – si legge nella lettera di Bersani – ad aprire un confronto sulle prospettive che la nuova legislazione, affidata alle decisioni del Parlamento, potrà comportare“. Ma proprio il passaggio sull`iter parlamentare ha sollevato l`ira dei benzinai. “Bersani si sottrae e scarica le responsabilità sul Parlamento – dice Franco Bertini, presidente della Faib – E vuole vedere se abbiamo la forza di organizzare una risposta. Gliela daremo“. Ma non è tutto. I gestori, infatti, non escludono di considerare sospesi, nel periodo tra le prime due giornate di sciopero e lo stop successivo, gli accordi sul “prezzo massimo“ con le compagnie petrolifere, lasciando che ogni gestore fissi il prezzo al pubblico in un regime di tariffa libera.

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