2 Febbraio 2007

INCIDENTI MONTAGNA: MORTI TONALE, NESSUNO STRASCICO PENALE

INCIDENTI MONTAGNA: MORTI TONALE, NESSUNO STRASCICO PENALE








(ANSA) – TRENTO, 1 FEB – Non ci sarà alcuno strascico di

natura penale per l` incidente sciistico al Passo del Tonale che

ieri ha causato la morte di Michele Zafferani, 20 anni, studente

universitario di San Marino e del maestro-accompagnatore belga

Wim Dirix, di 27 anni. Il Pubblico ministero del Tribunale di

Trento Carmine Russo, titolare dell`inchiesta, lette le

relazioni degli agenti della Scuola Alpina della Polizia di

Moena, in servizio sulla pista, non ha rilevato responsabilità

di terzi né un profilo di colpa particolare in capo a uno degli

sciatori. Nessun rilievo nemmeno per la società Adamello Ski

proprietaria della pista e dell` impianto, tanto che il

tracciato è stato riaperto al pubblico poco dopo la tragedia.

Il Pm ha già concesso il nulla osta per il trasferimento

delle salme e la loro tumulazione.

L` evento accaduto sulla pista Alpe Alta, una `rossa` lunga

1.800 metri è tanto insolito quanto drammatico da provocare l`

attenzione della stampa mondiale. Ma a causarlo – chiariscono le

autorità – non sono state le situazioni (affollamento della

pista, ostacoli o situazioni della neve precarie) riscontrabili

in simili incidenti sulle piste: il tracciato era appena stato

aperto, con innevamento ottimale, in presenza di condizioni

meteo perfette, senza ostacoli umani ed ha visto protagonisti

due sciatori esperti.

Dalla relazione degli agenti della Polizia emerge che i due

sciatori viaggiavo ad una velocità sostenuta. Si è stimato a

circa 50Km all` ora. E` questa la causa dello scontro che ha

stroncato due giovani vite umane. Ma appare difficile stabilire

eventuali responsabilità. Di qui la chiusura dell` inchiesta.

Intanto il Codacons ha diffidato la Provincia autonoma di

Trento “per la mancata applicazione della legge del 24 dicembre

2003 sulle norme in materia di sicurezza nella pratica degli

sport invernali“. Il Codacons minaccia poi di citare in

giudizio gli enti locali, in caso di altri incidenti, “qualora

abbiano omesso di dare attuazione pratica alla normativa“. Tra

gli articoli della legge non rispettati, secondo l` associazione

dei consumatori, c`é l` art. 5 comma 3 che prevede l` obbligo

di esporre le regole di condotta garantendo adeguata

visibilità. “L` unico cartello visibile è solitamente quello

dell` obbligo del casco per i minori di anni 14 – afferma il

Condacons -. Praticamente assenti sono le regole di condotta

(velocità, sorpasso, precedenza, incrocio, stazionamento,

transito e risalita, sci fuori pista), ossia quelle norme di

comportamento che, se conosciute e rispettate, potrebbero

evitare tragedie come quella di ieri“. (ANSA).

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