1 Febbraio 2007

La tragedia sulla pista Alpe Alta. La Procura di Trento apre un`inchiesta

La tragedia sulla pista Alpe Alta. La Procura di Trento apre un`inchiesta
Il più giovane aveva il casco e dava ancora segni di vita quando il medico si è calato dall`elicottero: inutili i tentativi di rianimarlo
Passo del Tonale, scontro in pista: morti sul colpo due giovani sciatori

TRENTO Morti sul colpo in un assurdo scontro frontale su una pista di sci praticamente deserta. Questo il tragico destino di due giovani sciatori rimasti vittime ieri nella loro prima discesa della giornata in una stupenda mattina di sole su una pista al Passo del Tonale, in Trentino. Sotto gli occhi attoniti del padre di uno dei giovani. Secondo una prima ricostruzione, e per la dinamica singolare dell`incidente, sembrava si trattasse di appassionati di snowboard. In realtà si è trattato di uno scontro tra due sciatori. I due non si conoscevano. Michele Zafferani, 20 anni, di San Marino, al Tonale assieme al padre Guido, e il maestro-accompagnatore belga Wim Dirix, di 27 anni, si erano trovati ieri mattina, casualmente, all`inizio della Pista Alpe Alta, una “rossa“ lunga 1.800 metri che non presenta grandi difficoltà tecniche, ancora pressochè vuota e in condizioni perfette. Hanno iniziato la discesa quasi in parallelo, affrontando un tratto di pista molto ampio, ma dopo circa 800 metri è avvenuta la tragedia. Improvvisamente si sono incrociati e lo scontro frontale in piena velocità, violentissimo, è stato inevitabile. Il padre del ragazzo di San Marino, che stava seguendo il figlio a distanza scendendo più lentamente, ha visto tutto e ha chiesto subito aiuto agli addetti della pista. È partito l`allarme. Sul posto è atterrato l`elicottero di Trentino Emergenza e, per cercare di guadagnare secondi preziosi, un medico è stato calato con il verricello vicino ai due corpi, nel disperato tentativo di salvare la vita ai giovani sciatori. Il belga, che era sceso senza casco, aveva il cranio sfondato e appariva privo di vita, mentre il ragazzo di San Marino, con un trauma alla vertebra cervicale, dava ancora flebili segni di vita. Dopo un lungo tentativo di tenere il giovane in vita, anche il medico dell`elicottero si è dovuto arrendere. La Procuira di Trento ha aperto un`inchiesta: dopo il nulla osta, i corpi senza vita dei giovani turisti sono stati portati a valle e ricomposti nella camera mortuaria di Vermiglio. La morte, secondo il primo esame, sarebbe stata provocata da lesioni al capo e al busto. La coppia sanmarinese alloggiava in un albergo a Madonna di Campiglio. Il turista belga aveva compiuto i 27 anni pochi giorni fa, lo scorso 14 gennaio. Era residente a Limburg, nei pressi di Genk, ed era un appassionato di skicross. “Questa mattina la pista era ancora poco affollata – ha chiarito ieri Vania Zampatti, dell`Ufficio stampa di Adamello Ski -, il campo era tutto libero. Le condizioni d`innevamento della pista erano buone e la giornata era completamente serena, con una perfetta visibilità. Fatti come questo lasciano sconcerto e tanta tristezza, e richiamano l`attenzione sull`importanza di un comportamento sempre corretto e vigile, che impone di limitare la velocità e di rispettare le precedenze“. Intanto il Codacons punta il dito contro la mancata osservanza della legge sulla sicurezza degli sport invernali del 2003. “Nessuno, soprattutto le Regioni, la fa rispettare“. “In Italia tutti possono sciare ovunque. In altri Paesi ci sono regole diverse, ho sciato in America e Canada, dove ci sono località riservate solo agli sciatori tradizionali. Io preferirei una divisione fra piste di sci e di snowboard, che hanno esigenze tecniche diverse. Ancora più importante è unificare le norme, come sulla precedenza, a esempio diverse in Italia e Francia“: è il parere tecnico di Franco Frattini, vice presidente della Commissione Ue e presidente della Commissione federale dei maestri di sci italiana.

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