Schianto sulla pista deserta muoiono due giovani sciatori
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fonte:
- la Repubblica
L`incidente al Tonale. Il padre assiste all`agonia del figlio 20enne
Michele aveva il casco Sulla neve una scia di sangue di 40 metri Win, maestro di sci belga stava provando la discesa per i suoi allievi
TRENTO – Erano i primi sciatori della giornata, davanti a loro una pista ampia e ancora deserta. Uno belga l`altro italiano, non si conoscevano nemmeno, hanno allacciato gli scarponi sperando di essere i primi a dipingere la scia sulla neve perfetta e sono partiti assieme in direzioni opposte. Hanno preso velocità, hanno tracciato alcune curve finché le loro traiettorie si sono incrociate al centro della pista: è stato uno scontro frontale, violentissimo, incredibile per chi osserva – dopo l`incidente – quella pista larga che scende senza difficoltà lungo un versante completamente aperto. Uno dei due sciatori è morto sul colpo, l`altro pochi minuti dopo mentre arrivava l`elicottero dei soccorritori. Sulla neve è rimasta una striscia rossa di sangue come accade per gli incidenti stradali più gravi. E nel pomeriggio – sulle piste di San Candido, in Alto Adige – altri due sciatori si sono scontrati e sono finiti all`ospedale con ferite gravi: si tratta di un turista friulano (il più grave) e di un quindicenne altoatesino che si è salvato perché indossava il casco. Il primo incidente è accaduto alle 9 e 15 sul passo del Tonale, sulla pista Alpe Alta che sale fino a 2.180 metri di quota. Lassù c`era Win Dirix, 27 anni appena compiuti, maestro di sci belga giunto in Trentino con un gruppo di allievi: voleva provare la pista prima di fare lezione ai suoi ragazzi. E poi c`era un giovane di San Marino, Michele Zafferani, non ancora ventenne, studente universitario di Economia a Rimini, appassionato di sci, in settimana bianca a Madonna di Campiglio assieme ai genitori. Si sono scontrati qualche centinaio di metri più a valle, traditi forse da un impianto di innevamento artificiale che potrebbe aver intralciato per un attimo la loro visuale. Ma è solo un`ipotesi remota per spiegare un incidente assurdo. Il ragazzo sanmarinese indossava il casco ma non gli è servito: entrambi gli sciatori sono morti per le gravi ferite al capo e al torace. I soccorritori sono rimasti molto colpiti dalla scena: “Sembravano le vittime di un incidente stradale“. Il primo ad arrivare è stato il padre del giovane studente, Guido Zafferani, commercialista di San Marino: testimone impotente della tragedia, scendeva poco dopo il figlio ed è scoppiato in lacrime, disperato. Inutile il lavoro dei soccorritori giunti in quota in elicottero. Gli allievi del maestro belga, che aspettavano il giovane all`arrivo della pista, hanno capito in quel momento che qualcosa di grave era accaduto lassù in alto. Infine hanno visto le salme dei due sciatori scendere a valle con le slitte che gli agenti di polizia usano di solito per i feriti. Gli scontri sulle piste da sci non sono una novità, ma un incidente con due morti sul colpo non si era mai visto. La procura della Repubblica di Trento ha chiesto le relazioni agli agenti del servizio piste ma entrambi i protagonisti dell`incidente sono morti ed è quindi improbabile l`apertura di un`inchiesta. Sugli impianti del comprensorio Adamello Ski – al confine tra Trentino e Lombardia – ieri c`era un clima molto teso: per gli impiantisti è un inverno nero, tra la neve che non arrivava mai, il caldo record e ora questa tragedia che danneggia l`immagine degli sport invernali. In serata la società ha diffuso un comunicato: “Le condizioni di innevamento erano buone, la visibilità perfetta, solo il fato ha guastato quella che doveva essere una bella giornata sugli sci. Fatti come questo lasciano sconcerto e tanta tristezza e richiamano l`attenzione sull`importanza di un comportamento sempre corretto e vigile“. Proprio quel comportamento a cui si è appellato anche il Codacons, lamentando la mancata applicazione della legge del 2003 per la sicurezza sulle piste: “Nessuno la fa rispettare“.
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