27 Gennaio 2007

“Mai più una morte come Federica“

VIBO VALENTIA Encefalogramma piatto. Federica Monteleone non ce l`ha fatta. Il suo cuore non ha retto, “sono sorte complicazioni“ hanno detto i medici dell`ospedale Annunziata di Cosenza, dove la giovane era ricoverata in rianimazione. È il padre a dare tra le lacrime la notizia della morte della sedicenne di Vibo Valentia, ricoverata venerdì scorso per un`appendicectomia. Durante l`operazione si era verificato un blackout: tutti gli strumenti della sala operatoria inutilizzabili e tra questi il respiratore artificiale a cui Federica è attaccata. Per dieci, lunghissimi minuti, il respiratore non funziona e la ragazza riporta gravi lesioni cerebrali. Sei giorni di coma irreversibile, sei giorni di speranza alternata a disperazione: i compagni di scuola giunti col pullman davanti all`ospedale per salutare e infondere coraggio all`amica, i genitori e gli amici attoniti, i volti mesti e rigati dalle lacrime. Poi, ieri, l`annuncio della morte. FUTURA GIORNALISTA Una morte che ha scioccato il Paese, anche – e soprattutto – perché Federica aveva sedici anni. E a sedici anni si vuole conquistare il mondo, si pensa di avere la vita in pugno. Voleva fare la giornalista, Federica. Un sogno nel cassetto a cui dedicava anima e corpo, scrivendo decine di articoli sul giornale del Liceo, “School Times“. Il primo pezzo, pubblicato il 15 novembre 2005, titolava “Come dalla frustrazione può nascere la guerra“. Ne seguiranno altri 44. L`ultimo, datato il 3 gennaio scorso, è un`inchiesta storica sulla figura di Papa Silvestro I. Matura per la sua età, Federica ha riempito per due anni le pagine di quel giornaletto, con la passione e l`impegno di una vera redattrice. “La più giovane giornalista d`Italia“, dichiara commosso a Libero il leader del Movimento per i diritti civili Franco Corbelli, che ha chiesto al Presidente dell`Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, che Federica Monteleone venga riconosciuta come giornalista pubblicista. “Era il suo sogno, abbiamo il dovere di onorarlo“, prosegue. La risposta dell`Ordine non è ancora pervenuta, ma c`è da credere che sarà affermativa se, come è stato reso noto ieri, è vero che un premio giornalistico sarà intitolato alla giovane. Tra le numerose proposte avanzate nelle scorse ore, anche quella di dedicarle il nome dell`Ospedale di Vibo Valentia. I genitori hanno nel frattempo autorizzato l`espianto degli organi della figlia, nonostante il legale della famiglia, Enzo Catafio, si dica perplesso: “Non so se i genitori hanno autorizzato l`espianto, ma credo che ci sia un problema. C`è un`indagine in corso per accertare eventuali responsabilità sull`entrata in coma di Federica e gli organi potrebbero essere importanti per l`accertamento della verità“ LE REAZIONI Nel pomeriggio di ieri, il ministro della Salute, Livia Turco, ha raggiunto Cosenza, accompagnata dall`assessore regionale alla Salute, Doris Lo Moro, per incontrare i familiari della giovane. Entrando nell`ospedale, non ha ritenuto opportuno rilasciare nessuna dichiarazione. “Voglio solo conoscere la verità. Mi auguro solo che non capiti a nessun altro quanto è successo a mia figlia“. Poche parole, scarne, quelle pronunciate invece da Maria Sorrentino, madre di Federica. Il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ha promesso che si andrà a fondo “anche con severità“, aggiungendo: “Ho sperato e pregato per Federica. Condurremo una battaglia perchè tragedie così non abbiano più a ripetersi“. L`INCHIESTA Intanto si aggrava la posizione di Francesco Costa, il medico anestesista che ha operato la ragazza. Per lui e l`infermiere -raggiunti già nei giorni scorsi da due avvisi di garanzia – ora l`imputazione plausibile è quella di omicidio colposo. Dure le reazioni del mondo politico. Il presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama, Ignazio Marino, esprime perplessità sull`intera vicenda: “Le spiegazioni offerte finora, che individuano la causa di quanto accaduto esclusivamente nel black out non possono convincerci. Credo che sia necessario indagare oltre, anche da parte del Parlamento“. Più dura la contestazione del Codacons, che chiede addirittura la chiusura dell`ospedale cosentino. VITA SPEZZATA Federica, la 16enne morta per le conseguen black-out in ospedale Emmevì LA VICENDA VENERDÌ 20 GENNAIO Federica Monteleone viene ricoverata in ospedale per una semplice operazione di appendicectomia. Durante l`intervento, sovviene un black-out che interrompe momentaneamente il flusso elettrico. Per questo motivo il respiratore artificiale a cui Federica è attaccata, rimane inattivo per dieci minuti. L`ossigeno non arriva al cervello e la sedicenne riporta gravi danni cerebrali. LE RESPONSABILITÀ L`avvocato Enzo Catafia, legale della famiglia Monteleone, ha presentato un esposto alla procura di Vibo Valentia e nominato un perito. Pare infatti che l`anestesista e l`infermiere di turno non abbiamo adempito ai loro compiti. GLI ALTRI CASI Mentre in Sicilia la Procura indaga su tre morti sospette avvenute i primi di gennaio, in Calabria una neonata è deceduta durante il trasporto dall`ospedale di Corigliano a quello di Cosenza, nonostante i medici avessero dato il nulla osta per il trasferimento.

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