Produzioni in crisi e spese maggiori a causa del freddo e del gelo
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fonte:
- Il Messaggero
Produzioni in crisi e spese maggiori a causa del freddo e del gelo. Per ora è solo una possibilità legata anche agli sviluppi meteo dei prossimi giorni, ma il rischio che il maltempo possa mettere le ali ai prezzi è più che concreto. Per ora, le organizzazioni agricole parlano di “pre-allarme“ anche se in alcune zone della regione Coldiretti, ad esempio, ha già cominciato a fare una prima stima dei danni degli ultimi due giorni di grandine, pioggia, freddo e neve. Per i grossisti è ancora prematuro parlare di “ripercussioni sui prezzi“, ma c`è chi mette in guardia contro aumenti speculativi. Il quadro è già preoccupante con le organizzazioni agricole che da martedì pomeriggio hanno iniziato a fare ricognizioni tra i produttori per fare le prime stime. “C`è un pericolo reale – spiega Francesco Lisi, direttore Coldiretti Umbria – perché vista la stagione tutti i cicli produttivi risultano anticipati e nei prossimi giorni c`è il rischio di gelate di notevole intensità. Situazioni che possono compromettere diverse produzioni erbacee (vedi grano e cereali, ndr) ed arboree, con gli olivi, ad esempio, che non hanno mai smesso la vegetazione. Ma in questa zona sono in pericolo anche le produzioni di alberi da frutto che a causa dell`inverno tardivo hanno una resistenza al freddo inferiore e l`intera annata potrebbe essere a repentaglio“. Per quanto riguarda le produzioni di pesche, albicocche, nettarine e ciliege le conseguenze potrebbero aversi a maggio quando il mercato dovrà fare i conti con un`offerta carente che giocoforza si rifletterà sui prezzi di tali prodotti. Ma il settore prefigura anche danni ulteriori. “Le temperature rigide – aggiunge Lisi – rischiano di provocare danni strutturali alle piante, compromettendo anche i raccolti futuri, a causa di un precoce risveglio vegetativo alimentato dalle temperature sopra la media di dicembre e gennaio. Se il freddo perdurerà, oltre agli alberi da frutto ne risentiranno anche le viti“. Il settore è preoccupato anche per i raccolti di cereali. Confagricoltura parla di “momento vegetativo assai delicato della pianta, con difese al minimo. Le piantine sono già spuntate raggiungendo un`altezza tra i 10 ed i 15 centimetri e con la prospettiva di gelate, il rischio di danni irreversibili alle colture è molto elevato, specie per frumento duro, tenero ed orzo“. Nell`immediato le conseguenze peggiori si registrano per gli ortaggi a foglia a pieno campo, tra cui radicchio, cavolfiori, cavoli, spinaci e insalate. “Improvvise e forti gelate – spiegano da Confagricoltura – potrebbe compromettere tutto il ciclo di coltivazione causando forti perdite ai produttori“. Dai danni sui campi alle possibili conseguenze sui prezzi, per quanto riguarda ortaggi e verdure, il passo è breve ma per ora non plausibile. “Ripercussioni all`ingrosso per ora non dovrebbero essercene – spiega Lisi – non ci sarebbero le premesse. A meno di eventuali elementi speculativi: in questo senso servirebbe un monitoraggio costante. Se ci fossero aumenti vorrebbe dire che c`è qualcosa non imputabile alla stagione ma a mere speculazioni commerciali“. Anche i grossisti parlano di prezzi stabili con la frutta di stagione che rispetto ad un anno fa ha mantenuto livelli stabili. “Anzi, nell`ultimo mese – spiegano dalla Garden fruit di Foligno, impresa all`ingrosso di ortofrutta – i prezzi di alcuni prodotti (arance, mandarini, ndr) si sono abbassati sotto gli standard. C`è anche meno consumo e per questo si cerca di vendere a prezzi non elevati“. Qualche nube all`orizzonte potrebbe comparire nel caso dei prodotti coltivati in serra. Le temperature a picco alimentano una maggiore spesa per il riscaldamento ma in alcuni casi, nonstante la copertura, si parla di produzioni danneggiate almeno nella qualità. “Per spinaci, bietola, cicoria, cavoli, cavolfiore, zucchine o caarciofi – spiegano i grossisti – il rischio di un aumento di prezzo c`è anche per i danni subiti nonostante la coltivazione riparata. In questo periodo c`è pure maggiore richiesta alimentata anche da produzioni a campo aperto (come nel caso di insalata e verza) favorite dal tempo buono di gennaio. Alcune produzioni locali risultano già danneggiate“. Le associazioni dei consumatori promettono controlli anti-speculazioni a tutto campo. “L`insalata ci sembrava già cara – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – visto che, a parte rare offerte di alcuni supermercati a 99 cent, il prezzo è oscillato tra 1,10-1,30 euro. Non vogliamo sentire parlare di rincari dovuti al maltempo su pere, mele o agrumi. Le mele, ad esempio, sono state raccolte a settembre e quelle che finiscono sui banchi di negozi e supermercati sono “di frigorifero“, così dicasi per le pere. Temiamo un`ondata di ritocchi su verdure da cuocere, le solite zucchine ed i pomodori ma diciamo sin da ora che si tratta di aumenti ingiustificati. Vigileremo comunque sui prezzi e sugli eventuali rincari“. Verificare eventuali ritocchi non sarà difficile visto che le quotazioni di tutto l`orizzonte ortofrutta risultano stabili al momento e le uniche variazioni (all`ingrosso) sono dell`ordine di due-tre cent. Addirittura in ribasso, i prezzi all`ingrosso di melanzane e zucchine con il mercato generalmente dominato da un calo di contrattazioni commerciali e, di conseguenze, dei consumi. Intanto, l`Umbria si prepara a vivere almeno altri due giorni “sottozero“ con le minime che oscilleranno tra -3 e -1 con possibili gelate, vento di tramontana e, oggi pomeriggio, nuove nevicate. Un miglioramento è previsto da domenica con cielo sereno ma temperature sempre rigide ed una possibile ondata di freddo continentale.
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