24 Gennaio 2007

“Si muovano le Procure, pronte migliaia di cause“

RomaLe associazioni dei consumatori applaudono: era ora. Anzi, questo dovrebbe essere solo il primo passo. “Eventuali anomalie riscontrate“ attraverso le ispezioni nelle compagnie petrolifere “devono essere tempestivamente segnalate alle Procure della Repubblica“. È la richiesta che Carlo Rienzi, presidente del Codacons, muove dopo i sopralluoghi scattati ieri, preannunciando migliaia di cause di rimborso da parte degli automobilisti. “Invitiamo fin d`ora i cittadini a conservare qualsiasi tipo di documentazione che può comprovare i rifornimenti di carburante effettuati negli anni passati“. Nei confronti di chi verrà riconosciuto responsabile del cartello il Codacons chiede fin d`ora “sanzioni pesantissime, compresa la revoca dell`autorizzazione alla vendita“.Da parte loro, Adusbef e Federconsumatori “hanno già chiesto di essere ascoltate per portare la loro testimonianza diretta di tali deprecabili comportamenti che costano almeno 100 euro l`anno di maggiori costi per ogni famiglia, e che dovranno essere restituiti alla generalità degli utenti“. L`ipotesi di cartello sui prezzi dei carburanti, sottolineano le due associazioni consumatori, “è suffragata dai seguenti dati: il 1. dicembre 2006 il prezzo di un barile di petrolio brent era pari a 64,440 dollari, mentre il prezzo della benzina era fissato a 1,234 euro, quello del gasolio ad 1,133 euro. Cinquanta giorni dopo, ossia il 19 gennaio 2007, a tasso di cambio euro-dollaro sostanzialmente invariato (1,290), un barile di brent è sceso sotto i 50 dollari, con un ribasso del 22,41\%, ma il prezzo della benzina, fissato a 1,213 euro a litro, ha avuto un irrilevante ribasso dell`1,70\%; quello del gasolio da autotrazione – secondo il sito del ministero dello Sviluppo – era imposto ad 1,090 euro in media, con un calo del 3,09\%“.“Tale indecorosa speculazione, portata all`attenzione delle Procure della Repubblica con numerosi esposti“, sottolineano il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, “dovrà sfociare nell`apertura delle indagini, con l`ipotesi del reato di aggiotaggio. Le nove sorelle operanti sul mercato italiano che all`unisono aumentano come lepri il costo delle benzine – osservano i due – senza dubbio concordano la fissazione dei prezzi consigliati, in violazione della normativa Antitrust, con utili enormi realizzati sulla pelle delle famiglie e del tessuto economico del paese“.

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