24 Gennaio 2007

«Benzina, cartello dal 2004»

L?Antitrust indaga sui prezzi. Avrebbero violato la concorrenza 9 compagnie


«Benzina, cartello dal 2004»

Benzina senza pace. Anche ora che il prezzo dell?oro nero viaggia ai minimi degli ultimi due anni. Rimandata a data da destinarsi la protesta dei benzinai, sono finiti nel mirino i petrolieri. Nel mirino dell?Antitrust. Forse sta per emergere la spiegazione al problema della ?doppia velocità?: quando il prezzo del petrolio sale quelli dei carburanti aumentano immediatamente, ma non avviene altrettanto al contrario. Ieri funzionari inviati dal Garante, accompagnati dagli uomini della Guardia di Finanza, hanno fatto le prime ispezioni nelle sedi delle compagnie petrolifere. L?indagine dell?Antitrust è ufficialmente scattata giovedì scorso e, come sempre avviene, avrà tempi lunghi: l?istruttoria si concluderà solo il 31 marzo del 2008. Manca più di un anno. I consumatori esultano, ma invitano ad affondare il colpo. «Eventuali anomalie devono essere immediatamente segnalate alle procure competenti», ha commentato il Codacons.
L?indagine coinvolge nove compagnie, tutte le principali, ma c?è un richiamo anche per il Ministero dello Sviluppo Economico che, segnalando sul suo sito i prezzi consigliati, «favorisce la collusione fra gli operatori». Sotto indagine sono Eni, Esso, Kuwait, Shell, Tamoil, Total, Erg, Ip e Api. La prima rappresenta il price-leader, concorrenti si adeguano: ecco la gerarchia interna al cartello individuata dall?Antitrust che l?istruttoria dovrà confermare.
Il garante è stato molto duro: «Il mercato della distribuzione dei carburanti in Italia è caratterizzato da un equilibrio non concorrenziale. I prezzi della benzina e del gasolio sono stati pilotati. I prezzi e i margini lordi sono più cari che all?estero». Nel 2004 l?Eni avrebbe cambiato il sistema per adeguare i prezzi e i concorrenti si sarebbero subito adeguati.

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