Quegli ospedali sotto accusa fra sprechi e rischio mafia
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fonte:
- la Repubblica
Quegli ospedali sotto accusa fra sprechi e rischio mafia
Bersagliati dai Nas, spesso si rivelano inadeguati dal punto di vista strutturale
COSENZA – Ospedali agli ultimi posti nelle classifiche del Ministero alla Sanità. Decine di inchieste sulla gestione delle aziende sanitarie. Dirigenti e politici indagati. E tanti casi di cattivo funzionamento. La sanità calabrese è un buco nero, nel quale si annidano da sempre gli affari di potentati economici e criminalità. Il quadro complessivo è desolante. Aggravato, oltre che certificato, ancor più dalle ispezioni dei Nas delle settimane scorse. A Rogliano c`è l`ospedale peggiore d`Italia, a Locri, unico caso nazionale, si trova il nosocomio sciolto per mafia. Il Pugliese Ciaccio di Catanzaro era gestito da Antonio Palumbo, direttore generale arrestato nei mesi scorsi nell`ambito dell`inchiesta “Lady Asl“ di Roma. E persino il presidente della Regione Agazio Loiero, che ha sfidato il magistrato a trovare una sola prova contro di lui, è però coinvolto in una indagine sulla fornitura di servizi sanitari. Edifici “inadeguati dal punto di vista strutturale e igienico“ sono stati riscontrati dai carabinieri nei blitz di inizio anno. E anche i casi di sprechi sono all`ordine del giorno. In estate fu lo stesso assessore alla Sanità, Doris Lo Moro, a denunciarne uno eclatante: “In Calabria ci sono più assistiti che abitanti“. La regione pagava l`assistenza ai medici di base anche per persone morte da decenni. Lo Moro, costretta a muoversi sotto scorta dopo una serie di minacce, parlò di 400 mila persone in più. Ad una verifica ne furono riscontrati 70 mila, ma il problema c`era. I soldi alla sanità calabrese non mancano. Decine gli ospedali-cantiere che in questo momento sono sotto ristrutturazione. Ma altrettanto imponente è la quantità di denaro bruciata inutilmente. Finita sotto forma di macchinari imballati nelle cantine di aziende. L`episodio più recente è quello scoperto dalla procura di Catanzaro. Il pm Luigi De Magistris un anno fa trovò cinque macchinari di ultima generazione per la mammografia, “custoditi nei magazzini“ di tre ospedali. Di attrezzature simili in Italia ce ne sono sette in tutto. E cinque di queste ammuffivano inutilizzate assieme a migliaia di kit farmaceutici scaduti, dopo essere state acquistate con i contributi per la prevenzione del cancro. L`inchiesta è ancora in corso, ma non è l`unica. Lo stesso ospedale di Vibo è interessato da un`indagine sugli appalti per la ristrutturazione. Gli ultimi episodi hanno rinfocolato le polemiche. Il Codacons chiede la chiusura della struttura vibonese. Il Tribunale del malato è sul piede di guerra. La senatrice di Forza Italia Maria Burnai Procaccini ha chiesto dal Ministro Livia Turco di inviare in Calabria una ispezione, per poi riferire in parlamento. Angela Napoli di An definisce inutili le ispezioni, ma invita la magistratura “a accertare le responsabilità personali“. Della stessa opinione è l`azzurro Giuseppe Gentile che ha presentato un`interrogazione parlamentare. Per Giacomo Mancini dello Sdi quanto accaduto a Vibo è “semplicemente agghiacciante“.
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