19 Gennaio 2007

L`Antitrust: subito la benzina negli ipermercati

L`Antitrust: subito la benzina negli ipermercati

Immediata protesta dei gestori delle stazioni di servizio: una serrata di due giorni




ROMA. Due giorni di fila senza benzina. Questa è la minaccia dei gestori di pompe che hanno interrotto il confronto al ministero del lavoro in preparazione di un disegno di legge sulle liberalizzazioni che sta per essere presentato al consiglio dei ministri. Può essere che l`altolà dei gestori abbia indotto ad un ripensamento sui tempi della riforma. Ma il governo sembra molto deciso e ha dalla sua parte il parere dell`Antitrust che, per ridurre i prezzi dei carburanti, ne raccomanda la vendita negli ipermercati, auspica orari liberi cancellando “l`orario massimo giornaliero“ e maggiore pubblicità. Oggi è il giorno della verità per i 24.415 benzinai diffusi sul territorio nazionale che lunedì potrebbero decidere una serrata di 48 ore, con una data che deve tener conto dei 15 giorni di preavviso imposti dalla commissione di garanzia per gli scioperi nei pubblici servizi. La segnalazione dell`Antitrust a Parlamento, governo e Regioni (che hanno la competenza per decidere dove situare le pompe nel territorio) chiede di allargare la rete distributiva: “Rimuovere tutti i vincoli che bloccano l`evoluzione del mercato della distribuzione dei carburanti per aumentare la competitività del settore e ridurre il prezzo industriale, in Italia costantemente più elevato della media di 15 paesi UE“. L`Antitrust sottolinea che i progressi ottenuti in questo settore sono insufficienti. Dai 39.000 punti di vendita del 1980 si è arrivati ad una riduzione, ma il carburante erogato per impianto è notevolmente inferiore alla media europea, solo una piccola parte dei distributori è dotata del self service, mentre pochissimi sono gli operatori legati alla Grande Distribuzione Organizzata. Anche “gli ampi margini di discrezionalità concessi alle Regioni sono stati utilizzati in modo difforme rispetto ai suggerimenti della legislazione vigente“. Ieri i benzinai si sono sentiti dire da un dirigente del ministero dell`Industria che “sono presenti impianti ghost (senza gestori) da attivare, gli orari devono essere completamente liberalizzati, e le distanze stabilite nella legge 2001 che prevede le competenze delle Regioni sulle superfici, non valgono più“. Così si lamenta Franco Bettini della federazione della Confesercenti che raggruppa il 50 per cento dei benzinai. “Finchè a livello politico non verranno chiariti gli intendimenti del governo, non vogliamo partecipare a nuovi tavoli tecnici, che sarebbero inutili“ dice Roberto Di Vincenzo della Fegica Cisl. L`apertura della rete e la vendita negli ipermercati dovrebbe portare, dicono gli operatori del settore, ad una riduzione dei prezzi per maggiore competitività. I consumatori fanno questi calcoli: a luglio 2006 il barile di petrolio costava 77 euro, oggi costa 51 euro. Il prezzo del gasolio da trasporto è diminuito del 10,22 per cento contro una diminuzione del 33% del prezzo del barile nello stesso periodo. Le associazioni dei consumatori promettono guerra. “Chiederemo la revoca dell`autorizzazione alla vendita dei carburanti nei confronti di quei gestori che chiuderanno i battenti“, minaccia il presidente del Codacons Carlo Rienzi. “Nel nostro paese non appena si tenta di razionalizzare un settore che comporta ricche prebende a chi detiene le proprietà, scattano immediatamente reazioni incontrollate“ concludono Elio Iannutti presidente dell`Adusbef e Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori. Nei prossimi giorni il ministro Bersani deciderà.

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