19 Gennaio 2007

Bersani infiamma i benzinai

La liberalizzazione? “Un regalo alla grande distribuzione“. Le associazioni dei benzinai minacciano la serrata. Contro Bersani, l`Antitrust e la “lobby dei consumatori“
Bersani infiamma i benzinai

Dopo i taxisti e i farmacisti, Bersani il liberizzatore dovrà vedersela con i benzinai. Ieri le tre sigle di categoria – Faib, Fegica, Figisc – hanno proclamato 48 ore di sciopero. Lunedì comunicheranno il calendario della serrata dei distributori. Al centro della protesta l`intenzione, più volte annunciata dal ministro Bersani, di liberalizzare l`installazione di distributori nei centri commercialiali. Un piacere fatto alla grande distribuzione, in particolare alla Coop, obiettano le associazioni dei benzinai. Un piacere fatto a chi fa il pieno, replicano il ministro e le associazioni dei consumatori, perché la grande distribuzione abbasserebbe di quasi 10 centesimi il prezzo di un litro di benzina. Tesi suffragata proprio ieri dall`Antitrust che in una “segnalazione“ a governo, parlamento e regioni indica l`aumento dei distributori in ipermercati e centri commerciali come una delle strade da battere per contenere il prezzo dei carburanti. Le altre due sono: liberalizzare gli orari d`apertura delle pompe, far sapere ai consumatori quali sono i distributori dove la benzina costa meno. La nota dell`Antitrust, obietta Roberto Di Vincenzo, segretario della Fegica-Cisl, è piena di “inesattezze“, ricicla “ad arte“ dati statistici vecchi per sostenere il governo che si accinge a regalare un “vantaggio“ alla grande distribuzione. Se davvero l`Antitrust vuol fare “il paladino della concorrenza“, polemizza il segretario della Fegica, “punti l`attenzione sul doppio mercato dei carburanti che consente alla grande distribuzione di approvvigionarsi a un prezzo 4-5 volte più basso di quello riservato ai piccoli gestori“. (4-5 volte ci pare un`esagerazione, ma una differenza ci deve essere.) L`Antitrust, che dovrebbe essere super partes, “tira la volata alla grande distribuzione“, commenta Luca Squeri, della Figisc-Confcommercio. Franco Bertini, presidente della Faib-Confesercenti, oltre che con Antitrust e governo se la prende con la “lobby dei consumatori“. Assicura che le 48 ore “sono solo l`inizio“, ma subito smorza: “La macchina dello spiopero si può ancora fermare“. Se Prodi e Bersani accoglieranno la richiesta d`incontrare la categoria, le tre sigle torneranno al tavolo della trattativa. Un tavolo che ieri mattina al ministero dello sviluppo economico avevano abbandonato, offese per l`assenza di Bersani e di Umberto Carpi, consigliere per l`energia del ministro. “La questione è politica, non ci interessa discutere con i tecnici“, avevano detto i rappresentanti dei benziani prendendo cappello. La nota dell`Antitrust sostiene che la grande distribuzione gestisce solo lo 0,5% dei distributori ed eroga solo l`1% del carburante venduto in Italia. In Germania, nel Regno Unito e soprattutto in Francia passa attraverso il canale della grande distribuzione oltre la metà del carburante per autotrazione (anche questa, a occhio, ci sembra un`esagerazione). L`Antitrust punta il dito contro le Regioni. Hanno ampia discrezionalità in materia, ma l`hanno interpretata in senso restrittivo. La pianificazione regionale dell`offerta ha cristallizzato la mappa distributiva esistente, favorendo gli interessi degli operatori già presenti sul mercato e limitando l`ingresso di operatori più efficienti. Le associazioni dei consumatori si schierano compatte contro i benzinai. “E` ora di finirla“, tuonano Adusbef e Federconsumatori, “nel nostro paese appena si tenta di razionalizzare un settore che consente ricche prebende, scattano immediatamente reazioni scomposte“. Il Codacons arriva a proporre la revoca della licenza per i benzinai che aderiranno alla serrata.

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