18 Gennaio 2007

BENZINA:BERSANI,TREND PREZZI NEL MIRINO,CHIAMA ANITRUST








(ANSA) – ROMA, 17 gen – Il ministro Bersani non nasconde

dubbi sull`andamento dei prezzi dei carburanti, sopratutto nel

periodo di Natale, e chiama in causa per una verifica

l`Antitrust, non escludendo eventuali provvedimenti. E mentre i

petrolieri si dicono tranquilli sui controlli e commentano le

parole del ministro sottolineando di non “avere nulla da

nascondere“, sul sistema di distribuzione carburanti resta

anche, sullo sfondo, l`ipotesi di un prossimo intervento del

Governo nella più ampia strategia delle liberalizzazioni:

“bisogna intervenire – dice infatti Bersani – in modo

strutturale, senza processi selvaggi“. Un`ipotesi che non ha

tardato di registrare la reazione contraria dei benzinai pronti

non solo alla serrata ma anche ad agire sul fronte dei prezzi,

rompendo l`accordo su quello massimo da praticare agli

automobilisti.

Nel periodo natalizio – spiega Bersani nel corso del Question

Time di oggi alla Camera – in base ai monitoraggi effettuati dal

ministero, si sarebbero verificate “incongruenze“ sul fronte

dei prezzi.

Il ministro ha infatti riferito che in base ai controlli

ministeriali “il prezzo della benzina è rimasto fermo nel

periodo natalizio mentre calava in modo sensibile

sull`extra-rete, cioé sulla parte di distribuzione in cui i

petrolieri hanno un rapporto diretto“. Poi, archiviate le

feste, l`inversione di tendenza con “un`improvvisa e

singolarmente unanime discesa“ dei prezzi “a partire dal 9

gennaio“. In sostanza, è vero che negli ultimi giorni “c`é

stato un certo abbassamento dei prezzi“ e le compagnie hanno

limato i listini con ribassi fino a 2 centesimi al litro

rispetto ai primi giorni dell`anno (ultima in ordine di tempo

Erg, che da domani taglia di 1 centesimo di euro la verde). Ma

in precedenza ci sono stati “momenti in cui la curva di discesa

dell`andamento dei prezzi dei carburanti risultava più lenta

rispetto alla rapidità “ con cui calavano i prezzi del

petrolio. Una sorta di doppia velocità su cui è opportuno un

approfondimento, secondo il ministro, deciso a chiamare in causa

proprio quell`autorità di garanzia – l`Antitrust appunto – i

cui poteri sono stati ampliati dal provvedimento sulla

competitività messo a punto da lui stesso quest`estate.

“Segnaleremo l`esito del nostro monitoraggio per eventuali

provvedimenti“, ha dichiarato il ministro alla Camera.

La mossa è piaciuta alle associazioni dei consumatori. E se

Adiconsum auspica che “ora si applichino sanzioni in rapporto

al business realizzato dalle compagnie“, il Codacons chiede

addirittura un passo ulteriore al ministero: segnalare alle

Procure competenti le eventuali anomalie, “ipotizzando il reato

di aggiotaggio“. L`Unione petrolifera, dal canto suo, non

manifesta preoccupazione: “Le compagnie non hanno nulla da

nascondere, convinte come sono della correttezza del proprio

comportamento: ben vengano i controlli annunciati“, fa sapere

il presidente, Pasquale De Vita, spiegando come “qualsiasi

analisi sui prezzi non può infatti basarsi su singole

rilevazioni giornaliere, ma va considerata su un periodo di

tempo più ampio“. Secondo De Vita per “smentire qualsiasi

ipotesi di velocità diverse sia in salita che in discesa“.

“basta guardare agli andamenti registrati nel 2006, che hanno

mostrato come i prezzi dei carburanti in media annua si siano

mossi in linea con gli analoghi andamenti registrati sui mercati

internazionali“.

Ma c`é un altro fronte caldo: quello della rete di

distribuzione dei carburanti. Il governo sta lavorando a un

progetto di ristrutturazione ed è “intenzionato a intervenire

su aspetti strutturali“, fa sapere Bersani. Nessuna

“razionalizzazione selvaggia“, promette il ministro, ma

interventi per “rimuovere alcuni vincoli anacronistici

all`ingresso per i nuovi operatori“. Un tavolo tecnico con le

Regioni, che sulla materia hanno una specifica competenza, si

terrà domani al ministero. Insomma, la possibilità che venga

varato a breve un provvedimento resta aperta. E i sindacati

restano in allerta. I benzinai di Ficiga-Csil chiedono a Bersani

di “uscire allo scoperto confrontandosi con la categoria“ e

agitano la minaccia di possibili serrate e interventi sui

prezzi: disattendendo cioé l`accordo con le compagnie che

prevede un prezzo massimo di vendita. Un`ipotesi che lascerebbe

ai singoli gestori di fissare liberamente il prezzo di

vendita.(ANSA).

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