BENZINA:BERSANI,TREND PREZZI NEL MIRINO,CHIAMA ANITRUST
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 17 gen – Il ministro Bersani non nasconde
dubbi sull`andamento dei prezzi dei carburanti, sopratutto nel
periodo di Natale, e chiama in causa per una verifica
l`Antitrust, non escludendo eventuali provvedimenti. E mentre i
petrolieri si dicono tranquilli sui controlli e commentano le
parole del ministro sottolineando di non “avere nulla da
nascondere“, sul sistema di distribuzione carburanti resta
anche, sullo sfondo, l`ipotesi di un prossimo intervento del
Governo nella più ampia strategia delle liberalizzazioni:
“bisogna intervenire – dice infatti Bersani – in modo
strutturale, senza processi selvaggi“. Un`ipotesi che non ha
tardato di registrare la reazione contraria dei benzinai pronti
non solo alla serrata ma anche ad agire sul fronte dei prezzi,
rompendo l`accordo su quello massimo da praticare agli
automobilisti.
Nel periodo natalizio – spiega Bersani nel corso del Question
Time di oggi alla Camera – in base ai monitoraggi effettuati dal
ministero, si sarebbero verificate “incongruenze“ sul fronte
dei prezzi.
Il ministro ha infatti riferito che in base ai controlli
ministeriali “il prezzo della benzina è rimasto fermo nel
periodo natalizio mentre calava in modo sensibile
sull`extra-rete, cioé sulla parte di distribuzione in cui i
petrolieri hanno un rapporto diretto“. Poi, archiviate le
feste, l`inversione di tendenza con “un`improvvisa e
singolarmente unanime discesa“ dei prezzi “a partire dal 9
gennaio“. In sostanza, è vero che negli ultimi giorni “c`é
stato un certo abbassamento dei prezzi“ e le compagnie hanno
limato i listini con ribassi fino a 2 centesimi al litro
rispetto ai primi giorni dell`anno (ultima in ordine di tempo
Erg, che da domani taglia di 1 centesimo di euro la verde). Ma
in precedenza ci sono stati “momenti in cui la curva di discesa
dell`andamento dei prezzi dei carburanti risultava più lenta
rispetto alla rapidità “ con cui calavano i prezzi del
petrolio. Una sorta di doppia velocità su cui è opportuno un
approfondimento, secondo il ministro, deciso a chiamare in causa
proprio quell`autorità di garanzia – l`Antitrust appunto – i
cui poteri sono stati ampliati dal provvedimento sulla
competitività messo a punto da lui stesso quest`estate.
“Segnaleremo l`esito del nostro monitoraggio per eventuali
provvedimenti“, ha dichiarato il ministro alla Camera.
La mossa è piaciuta alle associazioni dei consumatori. E se
Adiconsum auspica che “ora si applichino sanzioni in rapporto
al business realizzato dalle compagnie“, il Codacons chiede
addirittura un passo ulteriore al ministero: segnalare alle
Procure competenti le eventuali anomalie, “ipotizzando il reato
di aggiotaggio“. L`Unione petrolifera, dal canto suo, non
manifesta preoccupazione: “Le compagnie non hanno nulla da
nascondere, convinte come sono della correttezza del proprio
comportamento: ben vengano i controlli annunciati“, fa sapere
il presidente, Pasquale De Vita, spiegando come “qualsiasi
analisi sui prezzi non può infatti basarsi su singole
rilevazioni giornaliere, ma va considerata su un periodo di
tempo più ampio“. Secondo De Vita per “smentire qualsiasi
ipotesi di velocità diverse sia in salita che in discesa“.
“basta guardare agli andamenti registrati nel 2006, che hanno
mostrato come i prezzi dei carburanti in media annua si siano
mossi in linea con gli analoghi andamenti registrati sui mercati
internazionali“.
Ma c`é un altro fronte caldo: quello della rete di
distribuzione dei carburanti. Il governo sta lavorando a un
progetto di ristrutturazione ed è “intenzionato a intervenire
su aspetti strutturali“, fa sapere Bersani. Nessuna
“razionalizzazione selvaggia“, promette il ministro, ma
interventi per “rimuovere alcuni vincoli anacronistici
all`ingresso per i nuovi operatori“. Un tavolo tecnico con le
Regioni, che sulla materia hanno una specifica competenza, si
terrà domani al ministero. Insomma, la possibilità che venga
varato a breve un provvedimento resta aperta. E i sindacati
restano in allerta. I benzinai di Ficiga-Csil chiedono a Bersani
di “uscire allo scoperto confrontandosi con la categoria“ e
agitano la minaccia di possibili serrate e interventi sui
prezzi: disattendendo cioé l`accordo con le compagnie che
prevede un prezzo massimo di vendita. Un`ipotesi che lascerebbe
ai singoli gestori di fissare liberamente il prezzo di
vendita.(ANSA).
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