17 Gennaio 2007

Aperto un fascicolo contro ignoti

Aperto un fascicolo contro ignoti
“La questione della competenza territoriale non mi farà di certo litigare coi colleghi messinesi“ Paolo Toscano

Reggio Calabria Dopo la frenetica notte trascorsa a bordo della pilotina della Finanza e all`interno della Capitaneria di Porto di Reggio, il magistrato Francesco Mollace, che da questa parte dello Stretto si occupa dell`indagine, si è concesso un attimo di pausa. Anche in ragione del fatto che sulla sponda siciliana, i colleghi di Messina hanno proceduto ad alcuni accertamenti sui natanti che, nella nottata, stante le avverse condizioni del tempo, erano stati ricoverati nel porto di Messina. Le ipotesi su cui si lavora sono quelle disciplinate dal Codice penale, vale a dire disastro colposo e l`omicidio colposo plurimo. Per quel che è dato conoscere da questa parte dello Stretto non vi dovrebbero essere indagati e il procedimento che mira a fare luce sulla collisione costata la vita quattro componenti dell`equipaggio dell`aliscafo “Segesta jet“ dovrebbe essere stato iscritto a carico di ignoti. Intanto, il problema della competenza per territorio mentre continua ad occupare gli interessi più o meno diretti di cronisti e persone, comunque, addette ai lavori, non sembra occupare più di tanto i pensieri di Mollace: “È un problema sostiene il magistrato che certamente non farà litigare Reggio e Messina. Vi sono norme precise da osservare e, quando tutti i tasselli saranno noti, solo allora si potrà con certezza stabilire la competenza“. E nel frattempo? “Intanto prosegue il magistrato è importante che le attività vengano svolte con celerità e completezza. E poco importa che in questo momento gli accertamenti vengano disposti da Reggio o da Messina. È notorio, infatti, che gli atti compiuti dal giudice incompetente per territorio mantengono la loro validità“. Con la mente Mollace ritorna alla terribile serata di lunedì e spiega: “Era normale che nella concitazione del momento si pensasse a svolgere gli adempimenti urgenti senza badare più di tanto alla competenza per territorio. Ed è chiaro che a volte è possibile fare anche della confusione e, sovrapporre norme che disciplinano la materia. È evidente, però, che la competenza per territorio anche in questo caso vada individuata secondo le regole ordinarie del codice di rito (codice di procedura penale n.d.r.) le norme che io stesso ho richiamato, colloquiando informalmente con i colleghi di Messina, e con gli investigatori, e tratte dal Codice della navigazione sono solo di orientamento per l`inchiesta amministrativa ma non possono avere richiami neanche indiretti per fissare la competenza per territorio. È di tutta evidenza che solo gli inoppugnabili accertamenti tecnici potranno indicare il punto esatto dello scontro e da lì operare ogni opportuna verifica in termini di competenza“. Ma sarà facile stabilire chi debba condurre l`inchiesta? “Credo che solo apparentemente sia facile ma non so se nella realtà l`operazione sia tutt`altro che agevole. Dalle prime verifiche sembra confermato che l`area dello Stretto sia sottoposto a controllo satellitare. Allora la prima verifica sarà effettuata attraverso i rilevamenti satellitari. Pur non potendo anticipare nulla posso dire sul piano generale che tale rilevamento è analogo a quello che avviene con i comuni Gbs. In relazione all`ora della collisione dovrebbe rilevarsi con esattezza il punto dove si trovava il “Segesta“. Questo però dal mio punto di vista è solo la base di partenza visto che ci si muove, comunque, in acque territoriali“. Cosa vuole dire? “Queste sono valutazioni e ragionamenti su cui mi confronterò con i colleghi di Messina e sui quali ritengo, comunque, didover mantenere il doveroso riserbo“. Quali sono le sue valutazioni sullo scenario in cui è maturato il disastro? “Ovviamente, fino adesso abbiamo trattato temi generali e io ho formulato parallele valutazioni. Quando ci addentriamo in temi investigativi lei ben sa che debbo mantenere il riserbo. Posso solo dire che ho avuto l`impressione che l`analisi dei luoghi, dei mezzi e del punto di collisione renderanno possibile la sicura decriptazione della dinamica del sinistro“. La giornata odierna il sostituto procuratore Mollace la trascorrerà nell`attesa di avere a disposizione atti da visionare: “Come i colleghi di Messina attendo pure io le informative“. Intanto l`associazione Codacons, in seguito alla collisione nello Stretto e alla richiesta di assistenza da parte di alcune persone rimaste coinvolte nel tragico episodi, ha avviato un`indagine per accertare la responsabilità dell`incidente. “In particolare riferisce Mario La Bella, coordinatore provinciale del Codacons si vuole verificare se gli strumenti in possesso degli enti locali per evitare che si verifichino incidenti in mare o che mettano in pericolo il territorio, il demanio marittimo, i porti, le persone e lo stesso mare territoriale nella zona dello Stretto di Messina siano effettivamente operativi“. La Bella spiega: “La mostra iniziativa si rende necessario al fine di prevenire e scongiurare o ridurre i rischi di ulteriori incidenti in mare o durante le operazioni portuali“. Il coordinatore provinciale dell`associazione Codacons assicura che “l`indagine verrà estesa anche alla tutela successiva al verificarsi del sinistro, per individuare di quali strumenti siano dotati gli enti locali per eliminare o attenuare le conseguenze di un danno già in atto, in particolare in presenza di sversamenti inquinanti in mare“.

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