Pallone sgonfiato I ragazzini di Roma boicottano l`evento
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fonte:
- La Stampa
Ci sono più fotografi che minorenni traumatizzati dal film
ROMA Di sicuro la vigilia della Befana mobilita più che la “Leyenda negra“, almeno il primo giorno di proiezione. Ieri i giovanissimi romani non sembrano essere stati particolarmente attratti dai deliri squartatori di Mel Gibson, ma al cinema Barberini, per l`uscita dallo spettacolo delle 14.30, c`erano quasi più giornalisti con taccuino in mano, microfoni e telecamere accese che spettatori reduci da Apocalypto. Se solo mi fossi portato dietro uno dei miei bimbi, sarebbe diventato la star della giornata. Tutti erano, me compreso, alla vana ricerca di genitori con minorenni al seguito o, chicca delle chicche, di under 14 non accompagnati da intervistare. Magari meglio se con qualche segno di “stress, shock o traumi psicologici traumatizzati“, almeno quanto basta per chiedere i danni con il patrocinio del Codacons. Macché, nell`abbondanza di tessere d`argento non c`era veramente nessuno da poter inchiodare di fronte ai due sparuti volantini, scritti con il computer e stampati in formato A4, che affissi nell`atrio consigliavano papà e mamme di accompagnare i figli in età minore date le scene “forti“ di quel film. Alla fine tutti i cronisti si sono buttati sull`unico giuggiolone con i baffi dall`aria vagamente minorenne. L`avevo già visto entrare due ore e mezza prima, assieme a un amico. Mi aveva divertito il loro indugiare dietro alla porta a vetri per cercare con gli occhi i cordoni sanitari, le guardie armate, i controllori dei documenti, ma non c`era nulla di tutto ciò. Mi è sembrato incredibile quando poi ho visto che alle 16.55 le agenzie di stampa avevano già battuto la storia di “Mario, il quattordicenne che è andato alla multisala Barberini a Roma“. Addirittura qualcuno lo ha intervistato ricavandone la fondamentale dichiarazione: “Mi hanno soltanto chiesto i soldi del biglietto!“. E perché avrebbero dovuto chiedergli qualcos`altro? Non c`era nessun divieto per quel film, solo un consiglio agli adulti. Comunque bisognava per forza provare che quel racconto del cacciatore Maya Rambizzato ieri fosse al centro dei desideri irraggiungibile dell`adolescenza capitolina. Un fotografo alla fine per disperazione ha radunato un po` di ragazzetti e ragazzette che salivano dalla rampa della metro e li ha messi a posare di spalle davanti alla locandina di Apocalypto. Chissà se oggi vedremo pubblicata quella foto, così, tanto per dare soddisfazione ai troppo preoccupati.
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