6 Gennaio 2007

“Apocalypto“ Rutelli alla riscossa

Soluzione all`italiana Il ministro fa appendere nelle sale cartelli contro l`ingresso dei ragazzi soli. E annuncia: regole vecchie, ridiscutiamo tutto
“Apocalypto“ Rutelli alla riscossa

ROMA Il vincitore morale della battaglia esplosa in Italia per il mancato divieto ad Apocalypto di Mel Gibson è Francesco Rutelli, il ministro della Cultura, leader della Margherita. E` lui che ha convinto i distributori della Eagle Pictures a chiedere agli esercenti di mettere alcuni cartelli all`ingresso per invitare gli adulti ad accompagnare i loro figli in sala. Non solo ma, se possibile, anche sconsigliare ai ragazzini di andare a vedere il film da soli. Vietarlo era impossibile: la commissione aveva svolto il suo compito regolarmente. Impedire con la forza che minorenni vadano a vederlo anche. Lo si poteva solo “sconsigliare“. E questo ha fatto il ministro. Ma Rutelli sa che la legge sulla censura è vecchia. Ha 45 anni. E` figlia di un`epoca diversa e lontana, quando gli autori facevano film per criticare le istituzioni, la classe politica, la chiesa, la magistratura, l`esercito e la censura veniva utilizzata per reprimerli e controllarli. Allora c`era solo la tv della Rai e i film senza divieto non venivano trasmessi a pochi mesi dall`uscita sui tanti canali televisivi che li riempiono di spot e perciò li pagano ad alto prezzo. Non c`era la pirateria cinematografica. Non c`era Internet che li fa circolare come vuole. Non c`erano i videogiochi ispirati alle pellicole di maggior successo. Non si parlava di fasce protette per l`infanzia. Faceva più paura il sesso della violenza. “Voglio rivedere le norme sulle autorizzazioni ai film“, ha detto Rutelli. “Ho convocato per lunedì una riunione. Dobbiamo trovare una normativa nuova che comprenda anche la televisione e i videogiochi. Ad Apocalypto abbiamo dato fin troppa pubblicità. Basta“. Ma una nuova legge, fanno notare al ministero, non sarà facile. Con la modifica del titolo V della Costituzione, sembra infatti che una normativa diversa dovrà passare al vaglio della conferenza Stato-Regioni, allungando i tempi e rendendone complesso il percorso. Comunque, un primo passo, forse il solo che si poteva compiere, Rutelli l`ha fatto. Anche se siamo a una soluzione all`italiana fatta di compromessi e vie di mezzo. Una soluzione che non ha soddisfatto il Codacons, il quale è sceso nuovamente in campo. Prima ha chiesto con forza al ministro della Cultura di ritirare il nulla osta ad Apocalypto per evitare che in questo fine settimane il film fosse preso d`assalto. Poi ha offerto assistenza legale ai genitori di ragazzi colpiti da eventuali traumi psicologici per la violenza del film. “Se ci fossero minori di 14 anni colpiti da stress, shock, traumi a causa di Apocalypto, i genitori potranno rivalersi sulla commissione di revisione cinematografica che ha deciso di non imporre alcun divieto chiedendo risarcimenti monetari“. La cosa appare curiosa. Qualcuno potrebbe perfino specularci. Ma il Codacons, che da questa iniziativa spera di ottenere il consenso dei consumatori, insiste. “Ci siamo rivolti alla Procura di Roma affinché accerti nei confronti della casa di produzione del film e dei componenti della commissione di revisione eventuali illeciti legati a minori e violenza“. Sarà. L`aspetto paradossale di questo pasticcio che, per certe affermazioni e certe prese di posizione sembra assumere toni grotteschi, è che Mel Gibson è convinto che il suo film andava permesso ai minori di 17 anni solo se accompagnati. Come hanno fatto negli Stati Uniti dove è uscito con il visto R che significa Restricted. “Il mio film lo merita. E` quello che è. Senza infingimenti. Sono d`accordo con la decisione americana“.

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