6 Gennaio 2007

Prevalgono cinismo e indifferenza dopo l`altolà sul film di Mel Gibson

Prevalgono cinismo e indifferenza dopo l`altolà sul film di Mel Gibson
“Apocalypto“ e la polemica sulla violenza Rutelli: “Lunedì una riunione per rivedere le norme sulle autorizzazioni per le pellicole“

Mario sfiora i 14 anni e ha seguito attraverso i media il caso-Apocalypto: così, nel primo pomeriggio, è andato al cinema multisala Barberini di Roma e, soldi alla mano, si è presentato al botteghino dove tutto è filato liscio come l`olio: “Non mi hanno fermato, né qualcuno mi ha domandato quanti anni avessi. Mi hanno sol chiesto i soldi del biglietto“, racconta. Un pizzico di delusione per la sua mini-avventura: “Il cinema non è stato preso d`assalto. Anzi, `Apocalypto` era scarsamente pubblicizzato“. Nel pieno centro della capitale e in molte altre città italiane proiettano anche “Casino Royale“ e tanti altri film appena usciti. A proposito di “Apocalypto“, molta indifferenza, e non solo a Roma, per quanto chiesto dal ministro Francesco Rutelli e dalla società di distribuzione Eagle Picture agli esercenti: e cioè di scoraggiare l`ingresso nelle sale ai minori non accompagnati dagli adulti. In tante sale sono stati comunque esposti cartelli con consigli ai minorenni. A fine spettacolo, tanti giovani dicono che c`è più violenza in molti videogiochi, e a Milano parecchie signore spiegano di averne visto di più impressionante in tv. Sul piano politico e sul fronte degli esperti, intanto, la polemica continua. Il quotidiano “Avvenire“, vicino alle posizioni dei vertici ecclesiastici, sostiene che l`ultimo film di Gibson in Italia non è stato sottoposto a limiti per motivi di “denaro“. In un editoriale Umberto Folena osserva che un divieto anche solo a 14 anni impedisce a un film di essere trasmesso in tv in prima serata, “confinandolo a notte fonda, con un danno economico considerevole. Idem – prosegue – per il mercato dell`home video“. “Se un film che presenta una forte violenza codificabile solo all`interno di un linguaggio critico, passa l`esame della commissione che deve valutare l`idoneità per tutti e viene dopo bloccato dal ministro, mi viene voglia di dire che la commissione debba essere abolita“: lo afferma in una nota la senatrice Maria Burani Procaccini, responsabile nazionale dipartimento famiglia e minori di Forza Italia. E lo stesso vicepresidente del consiglio ha convocato per lunedì una riunione nella quale rivedere le norme per le autorizzazioni dei film. Rutelli lo ha detto ai giornalisti presenti alla sua visita alla mostra del Mantegna di Mantova. “Già abbiamo dato troppa pubblicità al film – ha concluso il ministro – è bene che giudichi il pubblico“. “Personalmente non andrò a vederlo: non amo i film dove la violenza rischia di essere rappresentata in modo gratuito, talvolta in forma morbosa, ma temo che questo gran parlare si trasformerà in uno spot“: questo invece il punto di vista di Giuseppe Giulietti, portavoce dell`associazione Articolo 21. Caustico il regista Tinto Brass: “Una volta gli scandali scoppiavano perché la censura proibiva, oggi scoppiano perché permette: siamo in un`epoca di completa decadenza“. Se i vostri figli minorenni restano scioccati dalle scene di violenza, i genitori possono fare causa alla commissione cinematografica di controllo: questo il suggerimento dato dal Codacons “nel caso in cui soggetti minori di 14 anni, a causa della visione del film di Mel Gibson, dovessero subire stress o traumi psicologici di qualsiasi tipo“. E se a Chivasso, vicino a Torino, il sindaco con un`ordinanza ha inibito l`ingresso nei cinema dove si proietta “Apocalypto“ ai minori di 14 anni, per il divieto è anche padre Antonio Rungi, teologo morale, superiore provinciale dei Passionisti di Napoli.

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