Chivasso vieta “Apocalypto“ ai bambini
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fonte:
- L`Unità
Chivasso vieta “Apocalypto“ ai bambini
In tutte le sale d`Italia, ma non a Chivasso. Nella cittadina del torinese i minori di 14 anni non potranno vedere il film di Mel Gibson. È stato lo stesso sindaco della città, Bruno Matola, ad annunciare di avere firmato un`ordinanza che diventerà esecutiva nel momento stesso in cui la pellicola dovesse entrare in una sala della città. Matola si è avvalso dell`articolo 54 del Testo Unico del 2000 sugli enti locali, che attribuisce ai primi cittadini la possibilità di intervenire sulla tutela dei cittadini, e nel caso specifico della “personalità dei minori“. “Ho deciso questa strada – ha commentato – non solo perché giudico davvero incredibili alcune scene del film, ma perché ritengo sia uno strumento attraverso il quale si possa suscitare l` attenzione“. Al di fuori di Chivasso, intanto, prosegue la disputa sulla riforma della commissione sulla revisione cinematografica. Il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha annunciato per lunedì una riunione sul tema. Le norme – ha spiegato durante una visita alla mostra sul Mantegna a Mantova – “sono vecchie di 45 anni. Bisogna cambiarle perché oggi le scene di violenza non sono più solo nelle sale cinematografiche ma arrivano dalla tv, con i videogiochi, con i cartoni animati“. Quanto alle polemiche di questi giorni il ministro ha invitato ad evitare la pubblicità gratuita. Spunto, questo, condiviso anche da Giuseppe Giulietti, portavoce dell`associazione Articolo 21, deputato dell`Ulivo: “Temo che questo gran parlare si trasformerà in uno spot che riempirà le sale. Sarebbe meglio dedicare una parte del nostro tempo a favorire il ritorno in tv, e non solo, di un`offerta di qualità e la ricostruzione di un senso critico ed estetico che si è andato imbarbarendo, non solo per colpa di Mel Gibson“. Ma il regista americano continua ad attirare le critiche. Il Codacons ha invitato le famiglie a rivalersi economicamente sulla stessa commissione censura nel caso in cui “minori di 14 anni, a causa della visione del film, dovessero subire stress, shock o traumi psicologici“. Contro la decisione della commissione, la stessa associazione ha annunciato di avere presentato ricorso al Tar del Lazio. E sulla decisione di non vietare il film di Gibson si è espresso anche il regista Tinto Brass, i cui film hanno conosciuto la censura. “Una volta – ha ironizzato – gli scandali scoppiavano perché la censura proibiva, oggi perché permette. Scommetto che se i Maya fossero stati mostrati col pisello di fuori, Apocalypto l`avrebbero censurato“.
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