11 Gennaio 2007

Il T-red ha messo in fila migliaia di perugini

Il T-red ha messo in fila migliaia di perugini. Tutti in riga davanti al semaforo (meno i 25mila indisciplinati e fotografati), dai vigili urbani per controllare i fotogrammi incriminanti (uffici così affollati che è stato aperto un secondo sportello) oppure dal giudice di pace per contestare la sanzione (158 euro e 6 punti sulla patente). I cittadini si organizzano, affidandosi ad associazioni o iniziative di politici dell`opposizione, oppure vanno in ordine sparso. Davanti al comando della polizia municipale è arrivato il camper con tre consiglieri comunali (Carmine Camicia, Renzo Baldoni e Piero Sorcini) per fornire assistenza legale gratuita per le contravvenzioni che stanno arrivando a raffica in tutte le case dei perugini. I tre consiglieri, con la consulenza di un legale, hanno predisposto gratuitamente i ricorsi al giudice di pace. Ma c`è anche chi ha fatto da solo. Come un signore che ha ricevuto la multa a casa. Quel giorno, però, si trovava fuori regione per lavoro e l`automobile l`aveva lasciata dal meccanico. La multa, quindi, l`ha presa qualcun altro con la sua macchina. Solo che nell`officina lavorano sei persone e non è possibile stabilire chi stesse provando la macchina dopo la riparazione. Per il cittadino, quindi, non rimane che fare ricorso, oppure pagare la multa e dichiarare di non sapere chi guidava. E pagando una cifra aggiuntiva non farsi togliere i punti dalla patente. Un`altra signora ha fatto richiesta dei fotogrammi (4 per contravvenzione) delle multe che ha ricevuto in una sola giornata: ben 10. Evidentemente quel giorno la donna non aveva altro da fare che andare in giro per la città e passare con il rosso ai vari semafori. Dal giudice di pace una pattuglia agguerrita, un`ottantina di persone, si è rivolta all`associazione Federconsumatori, assistiti dall`avvocato Olimpia Gaetano. Il ricorso si basa su tre elementi: non corretta taratura dell`apparecchiatura, mancata certificazione e omologazione, installazione delle macchinette fotografiche ad un`altezza tale da permetterne la manomissione (su questo argomento la Corte di Cassazione ha già espresso un parere che impone altezza minima e protezione con gabbiotti). I ricorsi di Federconsumatori dovrebbero essere fissati dalla prossima settimana. Ma un altro fronte caldo si apre per il Comune di Perugia. Ed è quello che viene da una nuova sentenza della Corte di Cassazione che ha chiarito una cosa che era molto ben scritta nel codice della strada: esiste un rapporto percentuale tra parcheggi a pagamento e parcheggi liberi. Più specificatamente vicino alle strisce blu ci deve essere, o almeno nelle immediate vicinanze, una certa disponibilità di posti auto liberi (escluse dall`obbligo le zone a traffico limitato o di particolare rilevanza urbanistica, ad esempio a Perugia via Alessi e piazza Italia non sono più inserite nella sosta a pagamento). Una sentenza che mette a rischio il 50 per cento delle multe fatte dalla Sipa, secondo il Codacons (nel 2005 sono state 24mila multe, per un incasso che di 1 milione e 100mila euro, comprensivo anche delle multe che non vengono pagate nei dieci giorni canonici o che sono in attesa di giudizio da parte del giudice di pace). Multe che diventano impugnabili dinanzi al giudice di pace, ovviamente se non sono già scaduti i 60 giorni. L`assessore Chianella si è detto assolutamente certo che il Comune sulla politica della sosta a pagamento non abbia nessun timore, visto che le cose sono state fatte per bene. Tutto sta a quantificare quel termine presente nella sentenza: nelle immediate vicinanze.

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