10 Gennaio 2007

“Impugnabile metà delle contravvenzioni“


LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE, secondo il Codacons, è “rivoluzionaria e porterà guai ai Comuni“, perché li costringe a considerare anche i parcheggi liberi. Non solo. Secondo l`associazione dei consumatori, ora almeno il 50% delle multe è impugnabile. Secondo il Codacons “sono tanti gli articoli del Codice della strada non rispettati dai Comuni, a cominciare da quello secondo il quale il 50% dei proventi delle multe deve essere destinato al miglioramento della circolazione e all`educazione stradale“. “Di solito, però – osserva il Codacons – mentre per i cittadini che non rispettano il codice c`è, giustamente, una multa, per i Comuni non ci sono mai conseguenze negative. Quindi il verdetto della Suprema Corte è rivoluzionaria. Se non ci sono posti liberi accanto ai posteggi a pagamento si può impugnare la multa“. Il che, tradotto in soldoni, secondo stime del Codacons, vuol dire che il 50% delle multe comminate nelle città è impugnabile dinanzi ai Giudici di pace, ovviamente se non sono già scaduti i 60 giorni. QUESTO PER LA SEMPLICE ragione che gran parte delle amministrazioni hanno esteso i parcheggi a pagamento nella quasi totalità del territorio, senza criterio logico. Anche laddove sono previste delle eccezioni, ossia zone a traffico limitato, aree pedonali e aree di particolare rilevanza urbanistica, i comuni dovranno dimostrare che ci si trova effettivamente dinanzi a zone di questo tipo. L`articolo 7, comma 8, del Codice della strada prevede infatti che le zone di particolare rilevanza urbanistica, debbano essere `opportunamente individuate e delimitate dalla giunta` e in esse devono sussistere `esigenze e condizioni particolari di traffico`. “Insomma – conclude il Codacons – non basta prendere mezza città e farne un unico posteggio a pagamento come finora si è fatto“. E` INTERVENUTA ANCHE l`Adoc sulla sentenza: “E` una decisione che potrebbe porre fine all`epoca dei dazi feudali imposti dai Comuni“, dice il presidente Carlo Pileri. “Le strisce blu – continua – sono arrivate anche nei mercati. Oggi esiste una discriminazione tra piccoli commercianti, i cui negozi sono circondati da aree di sosta solo a pagamento, e centri commerciali, gli unici luoghi dove parcheggiare non costa. Le strisce blu sono anche davanti le chiese: chi piange un morto rischia pure di prendersi una multa“. “Per l`Adoc, da sempre schierata contro il proliferare dei parcheggi a pagamento – continua il presidente – spesso divenuto uno stratagemma per far quadrare i bilanci comunali, potrebbe aprirsi una nuova stagione: quella del potenziamento dei mezzi pubblici e della revisione dell`urbanistica delle nostre città. SODDISFAZIONE DA PARTE di Telefono Blu: “Plaudiamo alla sentenza – ha detto il presidente Piero Orsoni – e invitiamo i comuni ad attuare al più presto i parcheggi non a pagamento. I consumatori potranno telefonare al nostro centralino 06.3751881 per effettuare eventuali segnalazioni“.

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