10 Gennaio 2007

Il piano Moratti finisce in sosta vietata

“Le multe date nelle strisce blu sono nulle se vicino alle aree di sosta a pagamento non ne sono predisposte di gratuite“. La sentenza pronunciata ieri dalla Cassazione deve aver per un attimo fatto tremare le ginocchia all`assessore al Traffico Edoardo Croci, che giusto 48 ore prima, in un`intervista al quotidiano la Repubblica, aveva annunciato di voler estendere al 70% del territorio urbano il sistema della sosta regolamentata, quella delle strisce gialle e blu. Il caso in questione è quello di un avvocato di Quartu Sant`Elena, cittadina della Sardegna poco distante da Cagliari. Gavino S. che aveva parcheggiato la macchina della moglie in zona a pagamento senza esporre il tagliando attestante il pagamento. Il giudice di Pace di Cagliari aveva dichiarato nulli i verbali perchè l`unico parcheggio libero predisposto da un`ordinanza del sindaco era in una “zona lontanissima“. Contro questo verdetto il comune di Quartu aveva protestato in Cassazione. La Suprema Corte, però, ha affermato che il reclamo “non merita accoglimento“ in quanto il comune non aveva emanato “provvedimenti amministrativi istitutivi delle zone di parcheggio a pagamento accompagnate anche dall`obbligo di prevedere aree di parcheggio libere“. Ad avviso delle Sezioni Unite, al giudice di pace è consentito accertare eventuali vizi di legittimità, nelle delibere comunali relative all`istituzione di posteggi a pagamento, “come quello consistente nella violazione dell`obbligo di istituire zone di parcheggio gratuito e libero in prossimità di aree in cui venga vietata la sosta o previsto il parcheggio solo a pagamento“. Scorrendo il testo dei giudici di piazza Cavour, si legge però che l`obbligo di creare parcheggi gratuiti è da escludersi nelle zone a traffico limitato, nelle aree pedonali e in quelle di particolare rilevanza urbanistica. Il che ha permesso all`assessore Croci di dichiarare che “la sentenza della Cassazione non riguarda il caso di Milano“. Croci sottolinea infatti che “a Milano la sosta è regolamentata proprio nelle zone definite di particolare rilevanza urbanistica, per le quali è escluso l`obbligo di realizzare aree di sosta gratuita“. La sentenza, quindi, “non impedirà all`amministrazione di estendere le strisce blu in alte zone della città. Procederemo come abbiamo sempre fatto: individueremo le aree di rilevanza urbanistica e lì applicheremo la sosta regolamentata. La normativa ce lo consente, basta infatti che le zone siano considerate particolarmente congestionate dal traffico“. La questione non è però così semplice, almeno secondo il coordinatore dei giudici di pace (che sono quelli che decidono sui ricorsi contro le multe) di Milano, Vito Dattolico. E proprio perchè la definizione che il codice della strada dà delle zone di particolare rilevanza urbanistica: “zone nelle quali sussistono esigenze e condizioni particolari, in rapporto agli effetti sulla circolazione veicolare, sulla sicurezza, sulla salute dei cittadini, sull`ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio. “Proprio questa definizione, così vaga e generica, apre la strada ai ricorsi. La Cassazione, con la sentenza sulle strisce bianche, ha nuovamente aperto uno spiraglio alle verifiche della legittimità dei criteri con cui i Comuni definiscono determinate aree del loro territorio “di particolare rilevanza urbanistica“. E, per fare un esempio, io come cittadino ho il diritto di sapere perchè in Forze Armate sono state messe le strisce gialle e blu e cento metri più in là, invece, non ci sono“. Le associazioni dei consumatori, ovviamente, non hanno perso tempo. “Il Codacons dice il presidente milanese Marco Donzelli – si rivolgerà, se necessario, al Tar per chiedere l`annullamento della delibera che ha istituito la sosta regolamentata. E avvierà una causapilota davanti al giudice di pace per vedere riconosciuto anche sul territorio milanese quanto disposto dalla Cassazione per il caso di Quartu Sant`Elena in materia di strisce bianche“.

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