Un ?Apocalyptico? divieto
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fonte:
- Il Messaggero
di LEONARDO JATTARELLI
C?ERA una volta l?epopea dei Maya, c?è ora il tormentone di Apocalypto. Rileggere la storia, a volte, comporta anche il rischio dell?overdose da noia, dello sfinimento da kolossal quando lo ?script? viene soffocato dalla cronaca. E? avvenuto anche ieri, ennesima puntata dell??Apocalyto show? o ?Apocalypto now?, a scelta, andata in onda al Tar del Lazio; la seconda sezione del tribunale ha infatti accolto il ricorso del Codacons, l?associazione dei consumatori, di qualche giorno fa imponendo temporaneamente il divieto ai minori di 14 anni alla pellicola di Gibson già in programmazione sulla quale, poche ore prima dall?uscita in sala, era stato spruzzato una sorta di shampoo censorio sia da parte dei politici che dei rappresentanti delle istituzioni a tutela dei cittadini e dei minori. Una lavata di testa al ?sanguinario? attore-regista Usa che nella sua opera non lesina certo scene molto crude. Allo stesso tempo, come aveva anche evidenziato Monicelli su queste colonne, un valzer caotico, una sorta di commedia all?italiana dalle mezze soluzioni alquanto bizzarre alle quali si ricorre quando bisogna mettere una pezza ai tanti strappi di una legge non più attuale, nei meccanismi e nello sguardo inadatto alla schizofrenia della realtà. Quella che multimedializza e globalizza quotidianamente in tv e su internet in particolare non solo la violenza ma l?orrore, la perversione, il sesso estremo.
A scendere in campo per Apocalypto, il quattro gennaio scorso, era stato addirittura il ministro per i Beni Culturali, Francesco Rutelli, il quale aveva invitato gli esercenti a «sconsigliare e scoraggiare l?ingresso in sala ai minori». La decisione di ieri cancella dunque, per ora, la mezza frenata e pone lo stop anche se non definitivo.
Il presidente della seconda sezione del Tar del Lazio, Italo Riggio ci ha spiegato che «si tratta di un provvedimento provvisorio cautelare in attesa di una decisione collegiale che avverrà il 17 gennaio. Se abbiamo visionato il film? Non ancora e decideremo se in futuro ce ne sarà bisogno». Il decreto firmato dal presidente fa riferimento alla memoria presentata dal Codacons che ha contestato il non divieto del film deciso dalla commissione di revisione cinematografica parlando di «scene di estrema violenza che si susseguono incessantemente»». Il Tar, facendosi forte di un recente decreto legislativo, il numero 206 del 2005, ha così ribaltato almeno in parte la decisione della commissione ministeriale («Non ci vedo nulla di strano. Noi abbiamo espresso un giudizio ma il Tar può decidere per una sospensione cautelativa, così come ha fatto. Non ho altri commenti», ribatte il presidente della quarta sezione della Commissione, Domenico Iannelli). Il Codacons, da parte sua, per bocca del presidente Carlo Rienzi, ha sottolineato «la necessità dell?immediato adeguamento da parte degli esercenti alla decisione del Tar. Chiediamo adesso al ministro Rutelli – ha detto ancora Rienzi – di inserire anche i consumatori all?interno della Commissione censura».
Gaetano Blandini, direttore generale per il cinema, ha sottolineato come «è la prima volta che un tribunale amministrativo dispone di un divieto per un film mentre in passato era accaduto, all?inverso, che i produttori ricorressero al Tar contestando decisioni restrittive della Commissione». Arriva in serata anche la risposta della casa distributrice del film Apocalypto, la Eagles: «Prendiamo atto della decisione – ha detto l?amministratore delegato, Stefano Dammicco – che comunque contrasta con quella della Commissione censura, unico organo ufficiale ritenuto idoneo ad imporre o meno un divieto ai minori. La condivisione intrapresa tra il sottoscritto e il ministro Rutelli era stata quella di sconsigliare la visione ai minori di 14 che è ben altra cosa rispetto ad una imposizione o divieto formale». Ora si attende finalmente una più completa revisione della legge sulla censura, vecchia di quasi cinquanta anni, alla quale sta lavorando Rutelli che ieri ha tenuto una riunione al ministero di prima valutazione sullo stato delle cose in previsione di un disegno di legge comprensivo dell?intera multimedialità e «approdo comune» con altri ministeri e istituzioni che sovrintendono alla tutela dei minori.
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