6 Gennaio 2007

Italia, il paese dei “film per tutti“

Italia, il paese dei “film per tutti“
Dopo Apocalypto: tanti controlli e pochi divieti, siamo i meno severi al mondo

ROMA – “Apocalypto“ passa senza divieti alla commissione censura e l`Italia si scopre terra d`avanguardia per il cinema senza limiti. Il paese in cui si davano alle fiamme le copie di “Ultimo tango a Parigi“ (era il `76) e che sforbiciava le pellicole prima di un timbro di visto, è diventato ormai l`esempio del permissivismo più sfrenato. Il violento film di Mel Gibson non è che l`ultimo esempio di una serie di via libera sorprendenti, se confrontati al giudizio di altri paesi. Dal “Gladiatore“ a “Harry Potter“, dal “Signore degli anelli“ a “Kill Bill 2“, i commissari di revisione italiani hanno sempre giudicato positivamente, mentre in paesi apparentemente più liberi del nostro come Germania, Olanda e Finlandia gli stessi titoli sono stati riservati ad un pubblico adulto, sempre comunque oltre i 14 anni, vuoi per consiglio, vuoi per divieto. Nel caso di “La passione di Cristo“, ad esempio, l`Italia è l`unico paese al mondo in cui il film di Gibson è stato valutato “film per tutti“: in Inghilterra è stato vietato ai minori di 18 anni, in Francia ai minori di 12. Tutti i film che escono in Italia devono passare al vaglio dei “revisori“ scelti dal Ministero della Cultura, con nomina biennale. Ognuna delle 8 sezioni per il cinema è presieduta da un docente di diritto ed è composta da: un docente di psicologia o di pedagogia; due esperti di cultura cinematografica (critici, studiosi o autori); 2 rappresentanti dei genitori; 2 rappresentanti delle categorie di settore; un rappresentante delle associazioni animaliste. è ormai evidente che, nonostante l`ingresso dal 2001 dei rappresentanti dei genitori (era ministro la Melandri), altre logiche continuano a prevalere sul buon senso che consiglierebbe di evitare ai minori la visione di film violenti. “Ho convocato per lunedì una riunione per rivedere le norme sulle autorizzazioni dei film, che sono vecchie di 45 anni e non sono più adatte ai tempi attuali“ ha annunciato ieri il ministro della Cultura Rutelli. “Bisogna cambiarle, perché oggi le scene di violenza non sono più solo nelle sale del cinema, ma arrivano dalla tv, dai videogiochi, con i cartoni animati. è arrivato il momento di una normativa nuova“. Intanto, dopo aver evitato lo scoglio della commissione ministeriale, “Apocalypto“ ha incontrato ieri sulla sua strada lo sgambetto del sindaco di Chivasso, Bruno Matola, che con un`ordinanza ha vietato ai minori di 14 anni l`ingresso nelle sale in cui si proietta il film di Gibson. Nelle sue funzioni di ufficiale del Governo e intravedendo nella lotta fratricida tra i Maya una “minaccia per l`incolumità dei cittadini“, il sindaco ha utilizzato un articolo dell`ordinamento degli Enti locali: “Ho deciso questa strada non solo perché giudico davvero incredibili alcune scene del film“ ha detto Matola “ma perché ritengo sia uno strumento attraverso il quale si possa suscitare l`attenzione dei cittadini“. A Chivasso però il film non è ancora arrivato. A Roma, dove da ieri è nelle maggiori sale, il più lesto è stato un ragazzino di quattordici anni. Si è infilato in uno dei cinema del centro alla prima proiezione del pomeriggio, si è presentato alla cassa e proprio sotto al cartello che “sconsigliava“ la visione del film ai minori ha fatto il biglietto: “Nessuno mi ha chiesto quanti anni avessi, è andato tutto liscio: mi hanno chiesto solo i soldi“. è dunque il ragazzino romano la prima vittima dei violenti Maya di “Apocalypto“. I suoi genitori dovrebbero vigilare sugli effetti che il film potrà avere su di lui: il Codacons è pronto ad assisterli nella richiesta di danni alla Commissione censura nel caso di “stress, shock o traumi psicologici di qualsiasi tipo“.

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