“I videogame sono anche più violenti“
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fonte:
- Il Mattino
Napoli. “Sono più violenti i videogiochi“. “In tv si vede di peggio“. Sono alcuni giudizi a caldo di giovani spettatori nel primo giorno di programmazione di “Apocalypto“, il film sui Maya di Mel Gibson accusato di essere troppo cruento, ma non vietato ai minori in Italia (contrariamente al resto del mondo). I pareri che salvano il film sono espressi proprio dai minorenni, da quei ragazzi che in altri Paesi devono essere obbligatoriamente accompagnati da un adulto per poter assistere alla proiezione: “Ho un fratellino di 12 anni che gioca spesso con videogame che definire violenti è davvero poco“, spiega Giovanna Latella, una studentessa di 16 anni che ha assistito al primo spettacolo di ieri al Med di Napoli. “Quindi non vedo un motivo per cui un film del genere debba essere censurato. Trovo assurda la polemica“. Le fa eco Lorenzo Tizzone, 17 anni, che invece punta il dito sul piccolo schermo domandandosi: “Ma quello che vediamo ogni giorno in tv è meno scandaloso di una ricostruzione storica che mi sembra così fedele? Credo proprio di no“. In molte sale, da Milano a Roma a Napoli, affianco alle locandine del film è stato affisso l`avviso voluto dall` Anec, l`associazione degli esercenti, che consiglia la visione ai minori di 14 anni solo se accompagnati. Anche il ministro Rutelli ha invitato a non mostrare il film ai minori. E tornando sulla polemica suscitata dalla decisione della commissione ministeriale di non vietare la pellicola ai minori, ha annunciato di aver convocato per lunedì una prima riunione per esaminare i cambiamenti da apportare alla normativa sulla censura. Gli fa eco il teologo padre Antonio Rungi, superiore provinciale dei Passionisti di Napoli: “Non si vuole demonizzare la pellicola di Gibson, ma semplicemente porre dei limiti a garanzia dei bambini“. Il Codacons (l`unione consumatori) ha chiesto a Rutelli di ritirare il nulla osta che ha dato il via libera alla visione senza divieti, aggiungendo che nel caso in cui alcuni minori subissero traumi dopo il film i genitori potrebbero chiedere il risarcimento. “È bellissimo e lo rivedrei – spiega Anna De Rosa, una casalinga di 60 anni che ha assistito allo spettacolo pomeridiano al Med – sarebbe stato un peccato censurarlo. Prima di andare al cinema, però, mi sono documentata. Ho letto la storia dei Maya e Gibson è stato bravo a raccontare quello che è effettivamente successo. Se porterei mio nipote a vedere questo film? Lo accompagnerei a un cartone animato. Il cinema è bello per questo, ce n`è per tutti i gusti“. È d`accordo Franco Imperatore, un pensionato di 70 anni: “Mio nipote a vedere “Apocalypto“? Certo che no. Troppo violento. Sarebbe stato giusto censurarlo“. Tra i tanti commenti spicca quello del regista Tinto Brass, più volte beffato dalla censura: “Una volta gli scandali scoppiavano perché la censura proibiva un film, oggi scoppiano perché lo fanno vedere. Non c`è più religione! Scommetto che se i Maya fossero stati mostrati senza veli il film sarebbe stato censurato“.
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