La commissione di revisione cinematografica deve rivedere il giudizio
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fonte:
- Il Gazzettino
La commissione di revisione cinematografica deve rivedere il giudizio di diffusibilità in Italia del film di Mel Gibson “Apocalypto“, che uscirà oggi nelle sale senza alcun divieto ai minori: è la richiesta trasversale di alcuni deputati della maggioranza e dell` opposizione, dopo le polemiche suscitate intorno alla decisione della commissione di revisione di non apporre un limite minimo all`età di chi può vedere il film, che si caratterizza per la violenza estrema e costante delle immagini con le quali il regista di “The Passion“ descriva gli ultimi sussulti della civiltà Maya prima dell`arrivo dei Conquistadores.Per Anna Serafini (Ds), presidente della Commissione Bicamerale per l`Infanzia, “è vero, come dice Gaetano Blandini, direttore generale per il cinema al ministero per i Beni culturali, che la legge è assolutamente inadeguata. È un impegno che assumiamo come Commissione, quello di aprire una sede di confronto per modificarla. Ma intanto occorre ritornare su quella decisione che lede profondamente qualsiasi concezione di tutela dei minori dalla violenza e fa torto grave al nostro paese“. Intanto, i deputati Paniz di Fi e Riccardo Villari dell`Unione fanno sapere di aver inoltrato richiesta alla commissione perché riveda il giudizio sul film, “peraltro già interdetto ai minori in altri paesi per l`eccessivo carico di messaggi negativi soprattutto per i più piccoli“. Controcorrente il parere della senatrice del Prc Tiziana Valpiana: “Non credo che di fronte a questioni come quella del film di Mel Gibson e tante altre produzioni, sia di fiction che giornalistiche, ci si possa limitare a chiedere che la pellicola venga vietata ai minori. C`è una riflessione più vasta da impostare in commissione, a mio avviso, sull`esposizione alla violenza, quasi sempre gratuita: quanti ragazzini erano davanti ai telegiornali che mostravano l`impiccagione di Saddam?“. Il ministro delle politiche per la famiglia Rosy Bindi non ritiene “la censura lo strumento elettivo per accompagnare i bambini e gli adolescenti nel processo di crescita e nella difficile strada che li porterà a distinguere il bene dal male“. Bindi ritiene però che “le famiglie non debbano essere lasciate completamente sole nel compito di indirizzare i figli verso le scelte di consumo culturale. È necessario un maggiore investimento educativo sulla qualità dei contenuti e un monitoraggio sui loro possibili effetti. Questa mi sembra un`occasione per cominciare a mettere in pratica quei principi“. Da parte sua il Codacons presenterà entro questo fine settimana un ricorso al Tar del Lazio contro la decisione della Commissione di revisione cinematografica.Che il film di Gibson vada proibito ai minori è il parere unanime degli psicologi, convinti che l`assenza, anche se occasionale, di un loro “addetto ai lavori“ nella commissione di revisione cinematografica abbia pesato sul via libera senza restrizioni al film. “Non è un problema di censura“, chiarisce Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo all`università La Sapienza di Roma. “Ma vanno date indicazioni precise ai genitori, che altrimenti sono convinti che si tratti di un film per tutti. Al cinema si è completamente passivi e i messaggi si imprimono nella memoria e suscitano reazioni emotive che il bambino si porta dietro nel tempo, anche perché non ha la maturità per rielaborarli. È inutile spaventare i fanciulli: non sono adulti in miniatura, crescono gradualmente e non vanno traumatizzati“. Anche Maria Rita Parsi, psicopedagogista e presidente della Fondazione movimento bambino, è convinta che il film “andrebbe vietato almeno ai minori di sedici anni, tanto più perché è girato con le caratteristiche e la tempistica del videogioco e quindi confezionato ad uso e consumo dei ragazzi. Il problema, piuttosto, è l`atteggiamento di totale indifferenza da parte dei media nei confronti della psiche e dello sviluppo psicofisico dei bambini: abbiamo appena visto in tutti i tg Saddam con un cappio al collo, un signore in carne e ossa che stava per essere ammazzato dal boia. È una vergogna che suscita indignazione, anche perché i ragazzi o rimuovono certe scene e le immagazzinano nell`inconscio, oppure ne traggono un`eccitazione estrema, angosciosa che poi può tradursi in gesti negativi“.
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