31 Dicembre 2006

Sciopero Alitalia, è duello fra Cisl e Uil

Sciopero Alitalia, è duello fra Cisl e Uil

«Lo sciopero è un errore. È dimostrare che il problema dell` Alitalia sono i sindacati»



ROMA – Si divide il sindacato sullo sciopero indetto per il 19 gennaio per protestare contro il «modo» di privatizzare Alitalia. La Uil, che già mercoledì si era dissociata dalla proclamazione dello sciopero fatta dalla Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl, Sult e Unione piloti, all` indomani della pubblicazione del bando di vendita annunciato dal governo è tornata a difendere con forza il proprio dissenso. «È un errore», dice il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, «è un modo per farsi del male, significa dimostrare che il problema dell` Alitalia sono i sindacati, è già una opinione molto diffusa, così diamo una ulteriore dimostrazione». Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni, invece, «la protesta ci vuole per costringere il governo a una maggiore chiarezza». «Angeletti avrà pure le sue ragioni», afferma ancora Bonanni, «però la privatizzazione sta avvenendo all` insaputa di tutti, con la perdita di tempo che conosciamo e senza garanzie per la gente che vi lavora, merita senz` altro una protesta anche perché è l` unico modo per tenere in piedi una richiesta di interlocuzione». Le preoccupazioni del sindacato, del resto, non sembrano infondate. Dalla lettura del bando di cessione reso noto l` altroieri ai mercati, che hanno brindato facendo volare il titolo del 6%, l` unico requisito rimasto fuori è la tutela dell` occupazione. Ma il 19 è ancora lontano e per quello sciopero, particolarmente odioso perché non prevede tra l` altro le fasce di garanzie e per questo è stato giudicato «irregolare» dalla commissione sui servizi pubblici (giovedì 4 gennaio ha convocato i sindacati, ndr), ci sono gli spazi per un ripensamento. Lo ha fatto capire Nicoletta Rocchi, segretario confederale della Cgil, spiegando che «tutto dipende dal governo, i tempi ci sono, decida di convocarci e lo sciopero si potrà evitare». «In verità – continua la Rocchi – nel bando non ci sono elementi tranquillizzanti, anzi ci sono margini di ambiguità sia per quel che riguarda i livelli occupazionali che per quel che riguarda il destino di Alitalia Services». Anche la Uil condivide le stesse preoccupazioni ma non è d` accordo sulla scelta di scioperare. «Noi – dice ancora il numero uno della Uil Angeletti – dobbiamo cercare di salvare Alitalia, non dimostrare che il sindacato è il problema come purtroppo molti credono». Quanto alle garanzie per la privatizzazione, per Angeletti «chi comprerà dovrà impegnarsi a fare esattamente quello di cui Alitalia ha bisogno: garantire risorse, ed un piano di rilancio, non servono generici impegni sull` occupazione, ma un piano che di per sé dia la possibilità di aumentare il numero delle tratte, e degli aerei da comprare, sarà questo a garantire l` occupazione». «E` comunque ovvio – precisa il sindacalista mettendo le mani avanti contro critiche successive – che non accetteremo licenziamenti, non accetteremo che vengano messe persone in strada». Il pragmatismo di Angeletti, nel timore che una forte contrapposizione allontani eventuali compratori, si scontra così con il protagonismo di Bonanni che torna a insistere sul ruolo partecipativo dei lavoratori nel futuro assetto azionario con tanto di peso nella governance della compagnia aerea. La partita che deciderà il futuro di Alitalia, insomma, è appena cominciata e i «generali» in campo stanno schierando le loro pedine. Persino i consumatori si sono fatti vivi. In una lettera inviata al ministro dell` Economia Tommaso Padoa-Schioppa (e alla Consob), «il Codacons e l` Associazione utenti del trasporto aereo, dopo aver letto il bando, hanno chiesto al ministro di pubblicare anche il decreto che nomina il consulente finanziario».

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