29 Dicembre 2006

Ma il Codacons provoca: “Smog troppo alto, vietiamo i petardi“

Sta per cominciare la corsa ai “botti“
Ma il Codacons provoca: “Smog troppo alto, vietiamo i petardi“

Che fossero pericolosi, i botti, è ben noto. Quest`anno, come denuncia il Codacons, si scopre che essi sono anche molto inquinanti. Attraverso una nota, l`associazione dei consumatori ha invitato i sindaci delle città più inquinate, tra cui Lodi, a vietare i botti la notte di Capodanno: il materiale pirotecnico farebbe infatti salire il Pm10 alle stelle. E sulle rive dell`Adda, come dimostrano i dati degli ultimi giorni, proprio non sono sostenibili altre polveri sottili. In ogni caso, da qualche giorno i negozi hanno già sistemato ad hoc le vetrine, spesso con nomi che fanno rizzare i capelli: “Bomba a mano“, “Crisantemo“, “Vulcano“, solo per citarne alcuni. Le vendite non sono ancora impennate, i commercianti prevedono una corsa al botto per il 30 e il 31. A dispetto dei loro marchi di fabbrica, alcuni davvero agghiaccianti, i botti legali sono sicuri. Quelli che si trovano nei negozi della città sono infatti a vendita libera, una garanzia per le famiglie di una fabbricazione in ottemperanza ai parametri di legge. Ad assicurarlo è anche Egidio Tansini, titolare del negozio di giocattoli e modellistica in via Solferino: “Ciò che è esposto sul nostro banco, usato con le dovute cautele, non è per nulla pericoloso. Riprova ne è il fatto che sempre più spesso sono le stesse famiglie a recarsi in negozio per comprare i botti, da far poi sparare ai figli piccoli. I clienti hanno capito che il problema non è il botto in sé, ma la sua provenienza. Se è legale, non ci sono rischi“. I lodigiani, pare, hanno finalmente metabolizzato la lezione. La questura ha effettuato diversi controlli, ma sino a ieri non risultava alcun materiale non conforme sui banchi delle rivendite cittadine. E anche se la nostra realtà appare lontana dal malcostume tipicamente italico del botto illegale, la polizia invita comunque i cittadini alla massima prudenza: “Evitare bancarelle a rischio – spiegano in questura -, leggere attentamente le istruzioni, accendere un fuoco alla volta, fare attenzione agli abiti indossati (mai pile di fibra sintetica), occhio alle tende, rimanere sempre all`aperto e se possibile lontani dalle abitazioni. Per quanto riguarda i razzi, puntare sempre verso il cielo, fissare il botto a un sostegno, controllare che la traiettoria sia sempre libera, e allontanarsi subito per godere a distanza lo spettacolo. In caso di rinvenimento di un botto inesploso, contattare sempre il 113, anche in forma anonima. Evitare di trasportare materiale pirotecnico in automobile, e sincerarsi che non vi siano gas infiammabili nei dintorni“. L`allarme riguarda soprattutto chi proprio non vuole accontentarsi: “La vendita di botti particolarmente pericolosi come il “pallone di Maradona“ e la bomba “Osama Bin Laden“, è assolutamente vietata. Si tratta di un reato punibile secondo le disposizioni del codice penale, e alla pena è soggetto non solo chi vende ma anche chi acquista o comunque utilizza fuochi illegali. Le cosiddette “bombe carta“ – rileva sempre la polizia – sono infatti veri e propri ordigni che contengono anche 2 o 3 chili di esplosivo a basso potenziale. Hanno capacità distruttive molto elevate: riescono a demolire un muro o ferire anche mortalmente più persone. Negli ultimi anni ancora di più, visto che vengono confezionate con contenitori di plastica e non più con il cartone pressato“. Anche a Lodi non manca quella fantasia tipicamente partenopea nell`inventare nuovi nomi per i botti: se non è stata trovata traccia della “Bomba Finanziaria“ (che spopola all`ombra del Vesuvio), non mancano in via Solferino la “Lampada di Aladino“, il “Galletto birichino“, “L`ape regina“ e la “Gazza cantante“. Ma tra i botti più gettonati ci sono per l`ultimo giorno del 2006 le fontane. Si tratta di ampi getti di scintille colorate, che riescono a illuminare l`ambiente e creare la tipica atmosfera dell`ultimo dell`anno. Proprio quel fumo dannoso nel mirino del Codacons.

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