Il 15 per cento stenta ad arrivare alla fine del mese
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fonte:
- Il Secolo XIX
Il 15 per cento stenta ad arrivare alla fine del mese
Roma. Un Paese che si sente (e in buona parte è effettivamente) più povero, in cui una famiglia su due vive con meno di 1800 euro al mese e il 15% dei nuclei familiari fa molta fatica per arrivare a fine mese. E`l`Italia secondo il rapporto dell`Istat “Reddito e condizioni di vita“, basato sull`analisi dei redditi del 2004 e su indagini effettuate alla fine del 2005. Una relazione che conferma il profondo divario economico tra Nord e Sud. La regione con il reddito medio più alto è la Lombardia, mentre il fanalino di coda è la Sicilia, dove il 50,5% delle famiglie ha dichiarato di non poter sostenere spese improvvise. Oltre il 22% dei nuclei familiari meridionali ha grandi difficoltà ad arrivare a fine mese. Un problema ben noto in regioni come la Puglia, dove il 9,8% delle famiglie non riesce a comprare tutti i generi alimentari di cui ha bisogno, e in Molise, dove il 50% vive con meno di 1614 euro al mese. Alcune delle tante facce di una recessione che si è fatta sentire anche nel resto d`Italia. Per il 30% delle famiglie una spesa inattesa di 600 euro equivale a una crisi nel bilancio, mentre l`11% ha confessato di aver tagliato addirittura le spese per il riscaldamento e il 12% non riesce a pagare i conti dei medici. Basta, per capirsi, un incidente stradale anche piccolo, una facciata condominiale da rifare o il conto del dentista, per mandare per aria mesi e mesi di calcoli pazienti per far quadrare i conti della famiglia. E per costringerla a rivolgersi a interventi esterni pur di tirare avanti. Le difficoltà finanziarie, dunque, sembrano crescere, e con esse i debiti. Secondo l`Istat, il numero di italiani che chiedono prestiti per comprare la macchina o la televisione è in costante aumento. Proprio come il cosiddetto “credito al consumo“, tramite il quale è possibile rateizzare il pagamento delle bollette, peraltro molto in uso in altri paesi con minori problemi economici, a cominciare dagli Usa. Ma in tanti, soprattutto al Sud, non riescono ad onorare le scadenze. Così sono sempre di più coloro che finiscono nelle mani degli usurai. “E` la società consumistica che spinge a indebitarsi le famiglie – accusa il sociologo Domenico De Masi – perché ci induce a spendere non i soldi che abbiamo, ma quelli che pensiamo di avere in futuro. Ma per rinviare i pagamenti nel tempo siamo obbligati a sperare che il nostro reddito resti quello che è attualmente. E purtroppo non è sempre così“. Considerazioni che in parte spiegano l`altra faccia della medaglia, che è quella di un`Italia che consuma molto e in certi casi vive nel lusso. Un dato, però, che non appartiene a una piccola nicchia, guardando ad esempio la classifica dei paesi più motorizzati d`Europa, guidata proprio dall`Italia, con 58 auto ogni 100 abitanti. Circostanza che alcuni addebitano alle carenze del trasporto pubblico, ma che di certo rappresenta un paradosso in una nazione dove la maggior parte della famiglie vive sotto la soglia dei 28 mila euro, ossia del reddito medio annuo. Una cifra che 6 famiglie su 10 non riescono a raggiungere. “L`ennesima dimostrazione – sostiene l`associazione dei consumatori Codacons – del fatto che il 50% dei nuclei familiari vive in stato di povertà e che, oltre a indebitarsi, molte persone devono rinunciare a viaggi, divertimenti o altri svaghi“. La fotografia dell`Istat, come detto, fa testo su una realtà di almeno un anno fa, ma l`istituto di statistica avverte che tendenzialmente non vi erano segnali di miglioramento ancora percepibili, quali, ade sempio, quelli ampiamente citati ieri dal premier Romano Prodi nella sua conferenza stampa di fine anno. E qui la questione si fa controversa. Per il segretario dell`Ugl, Renata Polverini “i dati stridono con l`ottimismo del premier Prodi sul futuro che attende il Paese, dal momento che molte famiglie non possono neppure affrontare le spese di prima necessità, il Governo ha il dovere di realizzare politiche serie per loro, a cominciare dalla rivalutazione degli stipendi“. Proprio l`insufficienza dei salari viene lamentata da una larga parte di italiani. In un Paese dove la disoccupazione è in costante discesa, lavorare evidentemente non basta più o non sempre basta per arrivare alla fine del mese. O per concedersi agi che ormai non sono considerati nemmeno più tali, come le ferie. Eppure, 4 famiglie su 10 nel 2004 non si sono permesse nemmeno una settimana di vacanze fuori di casa. La relazione dell`Istat analizza anche da dove provengono i soldi degli italiani, stabilendo che, in media, le famiglie in cui il reddito principale deriva da lavoro autonomo hanno un tenore di vita superiore a quelle in cui lo stipendio “più importante“è quello di un lavoratore dipendente. Nell`Italia che continua a invecchiare hanno un peso fondamentale anche le pensioni, che garantiscono alle persone sopra i 65 anni un reddito medio di 1.027 euro mensili. Pochi per vivere, ma comunque preziosi in molte case dove i soldi del membro più anziano consentono di pagare le bollette. E di sentirsi meno poveri.
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