29 Dicembre 2006

“E la situazione non migliorerà“

ROMA – Le famiglie italiane fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. L`Istat ha snocciolato dati, percentuali e graduatorie regionali, il Codacons risponde che questa situazione non è certo una novità. “Siamo meravigliati che l`Istat non abbia servito le esigenze di governo – commenta il presidente nazionale del Codacons del Centro Italia, Carlo Rienzi – dicendo che tutti sono ricchi, vanno sempre a cena fuori, al cinema e in vacanza. In realtà l`Istituto di statistica mette solo il coltello nella piaga. La metà delle famiglie vive in povertà con meno di 1.800 euro al mese, se si vanno a detrarre le spese per l`affitto, la macchina, luce, gas e acqua è evidente che per mangiare resta ben poco, figuriamoci per altro. E` così che alla fine persone corrette sono costrette ad arrangiarsi con il lavoro nero“. Le cifre riportate dall`Istat si riferiscono al 2005 e quindi ai redditi del 2004. A distanza di oltre un anno e con il nuovo governo cambierà qualcosa? “Sembrerebbe di no vista la nuova Finanziaria che non risolve i problemi perché va a colpire i redditi più bassi, invece che far pagare le tasse a chi non le paga“. Uno dei problemi maggiori resta comunque la differenza tra le “due Italie“, tra Nord e Sud. “Gli impieghi al Sud sono minori come qualità e quantità, il lavoro è più difficile da trovare e in una famiglia non lavorano centro due componenti, ma al massimo uno. Per fortuna le case costano meno, così gli affitti“. Eppure è proprio al Sud che si concentra il 5,8% di famiglie alle quali è capitato di non riuscire quasi a mettere qualcosa in tavola. “Il Codacons dice da tempo che la povertà non è solo quella di chi non ha reddito, dei clochard o degli zingari, ma è a un livello più elevato perché i costi sono enormi. Pensi solo alla spesa di un asilo nido: a Bologna, quello comunale, costa dai 400 ai 600 euro al mese, oppure a Roma il nido privato ha un costo medio di 500-800 euro mensili, un genitore dovrebbe lavorare solo per pagare l`asilo“. E` possibile intervenire a tutela dei consumatori? “Basterebbe una sola misura chiesta, invano, a Bersani, Prodi e Padoa Schioppa: stabilire i prezzi anomali dei mercati alimentari e dimezzare quel 30% di reddito che una famiglia spende per mangiare. Perché sulla speculazione del prezzo al consumo, che supera di tre volte il prezzo reale, campano milioni di parassiti. Abbiamo messo per iscritto la nostra proposta, ma il governo fa orecchio da mercante. Non c`è stata nessuna risposta. Per la verità non c`è stata nemmeno durante il governo Berlusconi“.

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