8 Dicembre 2006

“Nuove regole per i locali“

INQUINATI DAL RUMORE “Nuove regole per i locali“
Il comitato: “Noi non siamo contro gli street-bar“

“Inquinati dai gas, inquinati dai rumori. Ma mentre per abbattere il pm 10 nell`aria vengono imposti sacrifici a tutti con targhe alterne e blocchi di circolazione, per l`inquinamento acustico nel centro storico non c`è sensibilità e i sacrifici tocca solo farli noi“. Partono da qui gli oltre mille aderenti del Comitato cittadino contro il rumore e il degrado urbano (comitato aderente al Codacons). Partono da qui, per voce del coordinatore Mario D`Elia, per ribadire che loro non sono affatto contro gli street-bar del centro storico che da mesi hanno acceso polemiche e poi le prime cause giudiziarie. La loro è una battaglia di rispetto delle norme. E se queste non ci sono, come è il caso di Ferrara, come sottolinea il legale del comitato, l`avvocato Alessandra De Rosa, occorre che si arrivi presto a metterle nero su bianco, ascoltando anche i cittadini, del nuovo comitato. “Il regolamento in materia di orari per gli esercizi pubblici non c`è a Ferrara – spiega il legale – perchè non c`è stato ancora un adeguamento alle norme nazionali e regionali“. E in questa situazione di deregulation, occorrerebbe arrivare al più presto alla zonizzazione della città, pensata in base a tutte le esigenze di chi vi lavora. “In assenza di tutto questo dovrebbe prelevare il buon senso – taglia corto il legale – e attendiamo una apertura nel confronto, anche perchè dobbiamo dire che c`è stata una sensibilità nuova da parte dell`assessore alle attività produttive Aldo Modonesi (la posizione del Comune non è stata possibile registrarla, al momento, nonostante l`assessore Modonesi sia stato interpellato nell`arco della giornata di ieri, ndr)“. E comunque i toni del Comitato restano pacati, ma il significato è sempre quello dell`ultimatum lanciato l`altra sera nella prima conferenza stampa in cui si è annunciato che se non arriveranno risposte dal Comune, per un tavolo di confronto da aprirsi entro gennaio, partiranno centinaia e centinaia di azioni giudiziarie. Il Comitato che risponde al numero 392-9608437 (adesione gratuita, finora sono quasi mille i soci), ha fissato una sorta di manifesto programmatico in quattro punti. Il primo punta alla “difesa del diritto alla salute, garantito dalla costituzione che prevale su qualsiasi altro diritto di natura economica“. Quindi la “tutela della tranquillità e del riposo dei cittadini in prossimità dei locali autorizzati a diffondere musica fino alle 2 di notte“. E ancora, si punta al “contrasto dell`occupazione impropria delle aree pubbliche stradali situate di fronte ai locali con assembramenti di centinaia di persone che provocano disturbi alla quiete pubblica“. Infine, “la salvaguardia della ricchezza storica e cultura della città patrimonio dell`Unesco, deturpata dai famosi dehors, le pedane all`aperto di discutibile aspetto estetico, che coprono facciate di palazzi anche di interesse storico e dell`immondizia che abitualmente si ritrova in prossimità dei locali“.

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