9 Dicembre 2006

Bond argentini, partono le cause

Pronte ad essere depositate le prime tre azioni legali contro le banche che hanno venduto le obbligazioni senza illustrarne i rischi
Bond argentini, partono le cause

Rovigo Il Codacons di Rovigo si prepara ad avviare le prime azioni legali contro le banche che hanno venduto obbligazioni argentine senza stilare il “profilo di rischio“ dei clienti, e senza fargli firmare i documenti sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari. Sono già tre le memorie redatte da altrettanti anziani con l`assistenza dell`associazione a tutela dei consumatori, e saranno depositate in tribunale nei prossimi giorni. A loro si aggiungeranno in gennaio operai e piccoli risparmiatori: una trentina in tutto, per una seconda tranche di contenziosi assistiti ancora dagli avvocati del Codacons. Tutti investitori che non hanno aderito né alla proposta di ristrutturazione del debito argentino (un concambio con titoli di nuova emissione pari a meno del 30\% del capitale delle vecchie obbligazioni), né all`arbitrato dell`Icsid, organismo internazionale della Banca mondiale, che impegnava a rinunciare “a qualsiasi forma di azione legale contro le banche“. “Agire all`Icsid dà la prospettiva di recuperare solo una piccola parte dell`investimento. Agire contro le banche, invece – afferma la responsabile del Codacons di Rovigo, Chiara Crivellari – sta dando buoni risultati“.I risparmiatori coinvolti nel crack Argentina, oltre a essere titolari di diritti di credito verso lo Stato argentino, sono titolari di diritti di azione contro le banche. L`azione nei confronti della banca è basata sulla contestazione dell`atto di acquisto dei titoli argentini, e va distinta dall`arbitrato all`Icsid. “È logico che le banche abbiano spinto i clienti a scegliere l`arbitrato internazionale, perché così rinunciavano a rivalersi nei loro confronti secondo una clausola contenuta nel modulo di adesione“, sottolinea Chiara Crivellari, anche se il Codacons contesta la legittimità della clausola. In Polesine il Codacons ha esaminato un centinaio di casi di “risparmio tradito“ dai Tango-bond. Nel 30\% delle posizioni si preparano le azioni legali contro le banche, mentre un altro 20\% dei risparmiatori assistiti ha preferito la transazione con gli istituti di credito. Il restante 50\%, invece, ha aderito all`Offerta pubblica di scambio scaduta il 25 febbraio 2005, o all`arbitrato internazionale. Gli importi investiti dai polesani assistiti dal Codacons variano da un minimo di 8.000 euro a un massimo di 150.000 euro. “In molti casi sono i risparmi di una vita sommati al Tfr“ conclude l`associazione dei consumatori.

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