CONSUMATORI cauti per questo Natale 2006
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fonte:
- Il Tempo
Spenderanno meno in regali, più per cenoni e pranzi delle Feste. Senza rinunciare alla qualità ma abbassando il budget complessivo delle spese: tra -10 e -15 per cento a famiglia, rispetto allo scorso anno, secondo le prime stime delle associazioni dei consumatori, per una spesa media, calcolando soltanto i regali, che si aggira intorno ai 100-130 euro. Unica eccezione per giovani e single, disposti a «sborsare», mediamente, fino a 300 euro. Non sarà dunque un Natale dalle spese folli, per la maggior parte dei romani alle prese con rate della macchina, mutui per la casa, buste paga assottigliate dall`euro nonostante «tredicesime» in vista; che hanno iniziato a guardarsi intorno per scegliere regali a parenti e ad amici ma che sembrano molto più disposti ad aprire il portafogli per fare bella figura a tavola. «Le spese quest`anno si orienteranno maggiormente sull`acquisto di cibo e bevande – spiega Salvatore Carluccio, presidente Federconsumatori Lazio – e per un motivo molto semplice: se il bisogno è quello di risparmiare le famiglie sembrano disposte a rinunciare molto più volentieri ai regali e decisamente meno ai pranzi e ai cenoni». L`associazione dei consumatori ha ben chiaro il quadro dei consumi per questo Natale 2006: a novembre, infatti, ha distribuito circa 800 questionari per verificare l`orientamento delle famiglie romane all`approssimarsi delle feste. Esce fuori un comportamento, specie dei nuclei familiari con bambini piccoli, molto cauto e attento che calcola la spesa massima per i regali, appunto mediamente 100 euro ed è poco disposto a rinunciare alla qualità di ciò che compra anche a costo di diminuire la quantità. Discorso che non vale per giovani e single che hanno risposto alla Federconsumatori dicendo di essere pronti a spendere anche fino a 300 euro, purché si tratti di regalare il dono più tecnologico: play station e navigatore satellitare portatile, ai primi posti. Secondo il Codacons, tra i regali, gli addobbi per la casa e le spese alimentari si potrà arrivare a spendere anche più di 200 euro a cittadino ma per questo ci sarà un`impennata del ricorso al credito al consumo. Le tredicesime, infatti, sempre secondo il Codacons, non basteranno a coprire le spese di Natale, destinate piuttosto per l`80% alla copertura delle spese fisse di fine anno, quali assicurazioni, bollette, rate e mutui. Non sono confortanti, inoltre, le previsioni di acquisto dei capi di abbigliamento per le feste natalizie. Secondo la Confesercenti, infatti, i canali commerciali tradizionali continuano a perdere terreno, soprattutto i piccoli negozi, -5% e addirittura le grandi strutture commerciali, -10%, «sorpassate» dagli acquisti via Internet, che presentano un trend in crescita del 2% e dai mercatini, +4%. A Roma, comunque, i commercianti sperano. «Il Natale è un periodo sul quale puntiamo molto – fa sapere Valter Giammaria, segretario generale della Confesercenti provinciale – anche perché abbiamo chiuso con il segno meno pure il mese di novembre, dopo un settembre e ottobre a dir poco disastroso e l`annata, se possibile, è stata peggiore dello scorso anno». Per questo, assicura Giammaria, «già da domani (oggi, ndr) aderiranno all`apertura facoltativa domenicale prevista per le feste almeno il 50% dei negozi di abbigliamento presenti nella Capitale e in provincia. Così come anche il prossimo 8 dicembre, festa dell`Immacolata, prevediamo un`apertura molto più massiccia rispetto allo scorso anno. È una risposta concreta ad un`emergenza del piccolo commercio al dettaglio che mese dopo mese si fa sempre più grave».
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