L`Unione commercio: “Basta mega-centri“
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fonte:
- l`Adige
Il presidente Ferrario “Il centro morirebbe“
Le osservazioni del Codacons sulla paventata nascita di nuovi grossi centri commerciali a Rovereto, in particolare nell`area Merloni (pubblicate dal nostro giornale sull`edizione di martedì scorso) non lasciano indifferente la maggior associazione di categoria del terziario, l`Unione Commercio e Turismo di Rovereto. Che in una nota diffusa ieri boccia senza mezze misure l`ipotesi prevista dal Prg e non cancellata nell`ultima variante di piano il cui termine ultimo per la presentazione di osservazioni è scaduto esattamente una settimana fa. “La previsione di una vasta zona commerciale sull`area attualmente occupata dall`insediamento industriale della Merloni risale a ben quattro anni fa, al 22 novembre 2002, vale a dire all`approvazione del piano regolatore generale del comune di Rovereto da parte della giunta provinciale – commenta il presidente dell`Unione Marco Ferrario – L`ipotesi che in quell`area possa sorgere un grande centro commerciale è attualmente ostacolata dalla legge provinciale sul commercio che ha previsto il blocco di grandi superfici di vendita (per la città di Rovereto negozi con oltre 800 mq di superficie di vendita, ndr.) ma questo non toglie che resta aperta la possibilità di veder nascere in questo luogo, in un futuro non troppo lontano, un nucleo commerciale di dimensioni importanti, che porterebbe ad un ulteriore impoverimento dell`attuale rete commerciale della nostra città. A quasi tre anni dall`apertura del “Millennium Center“ – prosegue Ferrario – la situazione è andata via via fossilizzandosi e, nonostante l`apertura del Mart e l`arrivo di oltre duecentomila visitatori all`anno, in costante crescita, le ricadute economiche per le attività del terziario sono ancora impalpabili“. “Di conseguenza – incalza il presidente dell`Unione Commercio e Turismo – parlare oggi di nuove aree di sviluppo, soprattutto se esterne all`ambito del centro urbano, significa ipotizzare un`ulteriore concreta perdita di competitività delle aziende esistenti, che vedrebbero diminuire in misura ancora maggiore la propria fetta di mercato. Crediamo che l`amministrazione comunale, nei limiti previsti dall`attuale normativa provinciale sulle cui modifiche come Unione commercio e turismo assicuriamo fin d`ora un`attenta opera di vigilanza, sia chiamata ad operare un`oculata “regia“, di concerto con i soggetti pubblici e privati che operano in questo delicato comparto, per evitare che una crescita non dettata da un`intelligente programmazione, attuabile partendo dai dati oggettivi in possesso dell`ente pubblico, possa portare ad un decadimento anziché ad una crescita. Gli investimenti sull`arredo urbano e sull`abbellimento di strade e centro storico che il Comune sta effettuando – conclude il presidente dell`Uct – da soli non possono bastare per rendere accogliente ed ospitale la nostra città; il Polo universitario e culturale che si sta consolidando necessita, di pari passo, di una presa di coscienza del ruolo fondamentale degli operatori, passaggio indispensabile per poter dar vita ad una nuova fase di crescita, valorizzando però le realtà esistenti. Importante è prestare maggiore attenzione e indirizzare maggiori investimenti in opere di infrastrutturazione del territorio“.
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