1 Dicembre 2006

L`Istat conferma a novembre il dato di ottobre

L`Istat conferma a novembre il dato di ottobre
Inflazione all`1,8% ma corrono i prezzi alla produzione (+4,9%)
I rialzi maggiori per i tabacchi In calo carburanti e medicinali

MILANO Inflazione ferma a novembre: secondo l`Istat la variazione tendenziale dei prezzi al consumo è stata la stessa di ottobre: +1,8% (con un aumento mensile dello 0,1%). Stabile al 2,1% anche l`inflazione acquisita, cioè la proiezione sull`anno. E le stime sono confermate dall`indagine congiunturale dell`Isae, l`Istituto di studi e ricerche economiche. Ma a far intravedere una nuova, possibileripresa delle dinamiche inflazionistiche sono i prezzi alla produzione dell`industria, che,in base alle stime dell`Istat relative a ottobre, hanno ripreso a crescere, registrando un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 4,9% rispetto all`ottobre 2005. Gli aumenti più consistenti si sono avuti nel settore energia elettrica, gas e acqua (+2,8%).Per quanto riguarda il calcolo dell`inflazione, a subire la maggiore accelerazione su base annua,è il capitolo bevande alcoliche e tabacchi, che ha registrato una variazione tendenziale del +5% (+0,1% congiunturale). Seguono il settore abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,6% annuo) e alimentari e bevande (+2,9% tendenziale). Sul fronte dei beni energetici, la crescita su base annua è del 3,5%. Si osservano però comportamenti opposti tra la componente regolamentata e quella non regolamentata. La prima, che comprende i carburanti, continua a decelerare,come giàil mese scorso, con un calo congiunturale dello 0,7% e tendenziale dell`1,6%. Più nel dettaglio, il prezzo della benzina verde scende dello 0,6% sul mese e del 2,5% sull`anno, mentre per il gasolio le variazioni sono rispettivamente pari a 0,5% e 3,2%. Per quanto riguarda la componente regolamentata, in cui rientrano tariffe elettriche e del gas, si registra una aumento mensile dello 0,1%, che porta la variazione del tasso tendenziale a +10,1%. Rallentano i medicinali, con un calo dello 0,5% rispetto a ottobre e del 9,6% su base tendenziale.Una diminuzione che incide su tutto il comparto servizi sanitari, dove il calo è del 2,4% annuo. In forte frenata anche apparecchi e materiale telefonici: la variazione è stata pari a 8,1% su scala congiunturale e pari a19,3% su scala tendenziale. Decelera,di conseguenza, tutto il capitolo comunicazioni: a novembre il calo è stato dell`1,7% rispetto al mese precedente e del 4,2% rispetto a un anno fa. Da segnalare il rallentamento congiunturale della voce “servizi ricettivi e ristorazione“, pari a 0,6% (a fronte di una variazione annuale di +2,4%). Un dato legato ai ribassi legati alla bassa stagione turistica:i prezzi dei pacchetti vacanza sono scesi del 2,4% su base mensile,quelli degli impianti di risalita del 2,2 per cento. La città con la maggiore inflazione è stata Ferrara (+2,2%), quella con il tasso più basso (+1,4%) è Verona. Un invito alla prudenza arriva da Confcommercio, che ricorda i due fattori che potrebbero minare la relativa stabilità dei prezzi: “Il riacutizzarsi delle tensioni sui mercati petroliferi e i possibili aumenti dei prezzi di molti servizi di pubblica utilità legati alle misure contenute in Finanziaria“. Critici, come sempre, Adusbef e Codacons. “Forse l`aria di Natale – commentano le associazioni dei consumatori – ha reso l`Istat più buono“. Ma l`Istituto deve “spiegare come può un`inflazione stabile all`1,8% coniugarsi con un costo della vita in costante aumento, testimoniato dal crescente ricorso all`indebitamento da parte delle famiglie e da nuove tasse introdotte dalla Finanziaria“.

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