Il farmaco che sbanca
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fonte:
- la Repubblica
La vendita libera porta prezzi più bassi Boom di aperture nel prossimo anno
La mini-rivoluzione della legge Bersani: 370 aperture dopo 5 mesi e 2500 previste entro il 2007. L`Antitrust: “Ancora più coraggio“
Trecentosettanta tra super e ipemercati, parafarmacie ed erboristerie (dati pervenuti al 15 novembre al ministero della Salute); sconti che variano per i farmaci da banco (Otc) e senza l`obbligo di prescrizione medica (Sop) dal 10 al 30%. Così il bilancio a cinque mesi (4 luglio 2006) dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Il capitolo numeri, poi, promette ulteriori novità per il nuovo anno: 2500 parafarmacie (secondo il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti); 150 corner della salute Coop (17 entro febbraio), tre della Standa (due sono già funzionanti), altre due di Auchan. Trecentosettanta realtà contro 16.700 farmacie. Duecento prodotti (in media) nei grandi magazzini e parafarmacie in confronto ad un assortimento, nelle farmacie, di 1500 varietà con una media di 1 a 8, come spiegano da Federfarma. Ma ora persino il presidente dell` Antitrust, Antonio Catricalà, lancia una proposta: “Non vedo nulla di male sulla possibilità che anche i farmaci cosiddetti etici, possano essere venduti nei supermercati. Bisognerebbe avere il coraggio di farlo“. Una vera sfida ai farmacisti tradizionali. Nel frattempo la liberalizzazione ha prodotto un mutamento anche sociale avvicinando l`Italia ad altri paesi europei dove vari tipi di farmaci sono disponibili al supermarket come nel negozio sotto casa. E, a sentire le associazioni dei consumatori, la novità ha giovato alle tasche dei cittadini tanto che il premio “Amico del consumatore 2006“ promosso da Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc è andato a Bersani, ministro dello Sviluppo Economico (su un campione di mille consumatori il 30% lo ha votato per aver permesso alla grande distribuzione la vendita dei farmaci Otc-Sop). “Che i prezzi diminuiscano è inevitabile quando esiste concorrenza. Ma il confronto non si può fare comunque“, commenta Giorgio Siri, presidente di Federfarma, la Federazione nazionale che riunisce i farmacisti italiani, “perché la farmacia ha a disposizione un numero maggiore di farmaci. La scelta è più ampia. Inoltre il farmacista, specie nei piccoli centri o in quartieri storici, conosce il cliente, sa di quali patologie soffre e il suo consiglio è fondamentale. Oggi noi andiamo al di là delle polemiche, cerchiamo nuove strade per continuare a fare al meglio il nostro lavoro“. Nuove strade che potrebbero aprirsi grazie al rinnovo della convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale: l`associazione ha chiesto l`apertura del tavolo di confronto con le Regioni proponendo “un nuovo ruolo per la farmacie“, spiega Siri “trasformandole in luoghi dove, in sinergia con i medici di famiglia, prendere “in carico“ i soggetti più deboli: anziani, persone con handicap o affette da patologie croniche come il diabete“. Tra le proposte quella di poter fornire assistenza domiciliare e analisi del sangue di routine. In attesa di capire cosa avverrà, sul fronte prezzi per tutto il 2007 il costo massimo previsto per Otc e Sop resterà invariato rispetto al 2006. A decidere il prezzo finale sarà il farmacista potendo optare per lo sconto che riterrà più giusto. Un`indagine condotta su un campione di farmacie romane da Help Consumatori, agenzia d`informazione online dedicata ai consumatori, per verificare gli effetti della legge Bersani, ha evidenziato che solo il 20,8% delle farmacie prese a campione pratica uno sconto concorrenziale con la grande distribuzione sui farmaci Otc, ovvero fra il 20 ed il 30%. Va detto, però, che il confronto è stato fatto con un unico corner: quello dell`Ipercoop Casilino. Ad agosto, secondo l`Istat, il prezzo medio dei farmaci – tutti – era sceso rispetto allo stesso mese del 2005 del 3,9%: il calo però, secondo Claudio Jommi, responsabile dell`Osservatorio Farmaci del Cergas Bocconi, era stato determinato dalle misure di contenimento prezzi dei farmaci adottate dall`Aifa, l`Agenzia Italiana del farmaco. Per analizzare gli effetti sui prezzi del decreto Bersani era passato troppo poco tempo. A raccogliere numeri, dati e percentuali ci stanno pensando anche gli iscritti del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (Mnlf) che a fine anno daranno vita alla Federazione degli esercizi Farmaceutici, “per creare gruppi di acquisto e tutelare i nostri interessi e quelli dei cittadini“, dice Vincenzo De Vito, presidente di Mnlf. Sempre secondo Mnlf, a Roma come a Milano (i dati sono stati raccolti direttamente sul “campo“) lo sconto applicato da medie, grandi e piccole strutture di vendita si attesta, in media, tra il 25-30% mentre nelle farmacie massimo al 15. E sempre nei primi mesi 2007 saranno presentati anche i dati raccolti dall`Anpi, l`Associazione nazionale parafarmacie italiane: l`occasione sarà il primo congresso di questa giovanissima realtà. “La situazione è migliorata ma alcune difficoltà con i grossisti ci sono ancora: gli sconti applicati non superano il 25% e ci viene chiesto il pagamento in contrassegno“, segnala De Vito. L`Antitrust, l`Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a fine settembre, avviò un`istruttoria nei confronti di sette società di distribuzione che avrebbero rifiutato di rifornire alcune parafarmacie. La situazione, confermano dall`Antitrust, si è sbloccata ma l`istruttoria si chiuderà a settembre 2007. Anche se “alcune difficoltà continuano ad esserci: c`è chi è costretto a rifornirsi in una regione diversa dalla sua perché il costo dei farmaci è più competitivo, chi ha difficoltà a reperire i farmaci perché si trova in zone da un punto di vista territoriale svantaggiate. Bisogna, però ammettere che la situazione si sta normalizzando“, secondo Paolo Spolaole, segretario dell`Anpi. Al riguardo Ornella Barra presidente dell`Associazione dei distributori farmaceutci (Adf), fa notare che “non esistono accordi all`interno della nostra categoria, viviamo una realtà fortemente concorrenziale“, e aggiunge: “alle aziende associate abbiamo inviato gli articoli del Codice comunitario secondo cui l`industria e i grossisiti sono tenuti a fornire persone, società, o enti autorizzati ad approvvigionarsi di medicinali“. Dal ministero dello Sviluppo Economico ricordano che, prima del decreto Bersani, c`era un sistema di fatto monopolista (i farmacisti come unici attori) e, come per tutte le innovazioni, bisognerà aspettare perché la situazione si normalizzi. Infine Antonio Lirosi, consigliere del ministro Bersani per le liberalizzazioni, sottolinea che “nonstante gli sconti siano del 20-30% non c`è stato alcuna corsa al consumo di medicinali tanto paventato“.
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