24 Novembre 2006

Teniamo d`occhio l`etichetta

Dai nostri territori i prodotti migliori, ma attenzione a quello che viene proposto sugli scaffali

“Sugli scaffali dei supermercati è straniero l`olio di oliva contenuto quasi in una bottiglia su due, ma ai consumatori vengono presentate tutte come italiane perché sulle etichette non è obbligatorio indicare l`origine delle olive ed è quindi possibile spacciare come “Made in Italy“ miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine. Sono queste le ragioni della mobilitazione avviata dalla Coldiretti in tutta Italia con la raccolta di firme a sostegno dell`obbligo di indicare in etichetta l`origine dell`olio di oliva alla quale sono giunti consensi bipartisan dal mondo politico e istituzionale ma anche il deciso sostegno delle associazioni dei consumatori, di quelle ambientaliste e delle imprese come Wwf, Lipu, Legambiente, Symbola, CdG, Vas, Club Papillon, Federconsumatori, Adusbef, Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Aiab“. Lo comunica una nota della Coldiretti. “Una mancanza di trasparenza che pesa sulla raccolta delle olive in corso in tutta Italia che prevede per il nuovo anno un calo del quattro per cento nella produzione nazionale che raggiungerà, secondo i dati Ismea, appena 6,3 milioni di quintali mentre si registra un contestuale incremento record del 32 per cento di quella spagnola per un totale di dieci milioni di quintali. Il mercato nazionale rischia dunque di affogare in un mare di olio iberico senza che i consumatori – sottolinea la Coldiretti – possano fare scelte di acquisto consapevoli perché le norme attualmente in vigore sull`etichettatura lasciano la possibilità di commercializzare olio ottenuto da miscele di origine diversa senza che questo venga indicato chiaramente in etichetta. Una perdita di valore per la produzione nazionale tanto che sulla base di elaborazioni Coldiretti sui dati Istat relativi all`inflazione, le olive in campo vengono pagate meno di un terzo dei prezzi versati dai consumatori al supermercato“. “Una situazione che – ha affermato il presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni – mette a rischio gli oliveti italiani che possono contare su 250 milioni di piante, molte delle quali secolari o situate in zone dove contribuiscono al paesaggio e all`ambiente. Per non mettere a rischio la credibilità del made in Italy sui mercati esteri servono scelte di trasparenza con l`obbligo di indicare in etichetta l`origine delle olive impiegate nell`olio commercializzato, come peraltro abbiamo chiesto per tutti gli alimenti con la nostra iniziativa di legge popolare che ha portato all`approvazione della legge 204 del 2004 con il sostegno di un milione di firme di cittadini-consumatori, rappresentanti istituzionali, associazioni dei consumatori e ambientalisti. Dai risultati dell`Indagine 2006 Coldiretti-Ispo sulle opinioni degli italiani sull`alimentazione emerge che il 92 per cento degli italiani ritiene che dovrebbe essere sempre indicato in etichetta il luogo di allevamento o coltivazione dei prodotti agricoli contenuti negli alimenti“ con un aumento del 6 per cento rispetto allo scorso anno. Di fronte a queste richieste – ha precisato Bedoni – è necessaria una maggiore responsabilità del sistema produttivo nazionale, dal campo alla tavola, e delle Istituzioni per accelerare il percorso già iniziato a livello europeo dove sono state adottate le norme per l`etichettatura di origine della carne bovina a partire dal primo gennaio 2002 dopo l`emergenza mucca pazza, per l`indicazione della varietà, qualità e provenienza dell`ortofrutta fresca, il codice di identificazione delle uova a partire dal primo gennaio 2004, il Paese di origine in cui è stato raccolto il miele dal primo agosto 2004, mentre in Italia è stata prevista, grazie alla mobilitazione della Coldiretti, l`etichetta di origine anche per il latte fresco dal giugno 2005, per la carne di pollo dal 17 ottobre 2005 e per la passata di pomodoro dal 15 giugno 2006“. “L`Italia – continua la Coldiretti – è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una produzione nazionale media di oltre sei milioni di quintali, due terzi dei quali extravergine e con 37 denominazioni (Dop) riconosciute dall`Unione europea, che sviluppano un valore della produzione agricola di circa due miliardi di euro e garantiscono un impiego di manodopera per circa 50 milioni di giornate lavorative. Negli ultimi anni si è avuto un trend di crescita nei consumi, soprattutto per oli extravergini, Dop e biologico e si stima che un consumo nazionale di 14 kg/ pro-capite, circa 850 mila tonnellate medie annue. Dal punto di vista commerciale – conclude la Coldiretti – le importazioni comprese tra 400 e 480 mila tonnellate (-16,1 per cento nei primi sette mesi del 2006) superano le esportazioni pari a 300-350 mila tonnellate (-12,9 per cento nei primi sette mesi del 2006)“. “Il Governo intervenga per rendere obbligatoria indicazione sull`etichetta non solo del luogo in cui viene prodotto l`olio, ma anche dell`origine delle olive. Troppo spesso, infatti, l`olio che viene spacciato per “Made in Italy“ è semplicemente prodotto nel nostro Paese, ma con olive straniere“. La richiesta arriva dal leader del Movimento politico dei consumatori, Francesco Tanasi, che denuncia la “mancanza di trasparenza“ sulle etichette. “La chiarezza non può che aiutare il mercato italiano, invogliando i consumatori all`acquisto di prodotti la cui provenienza sia seriamente certificata e permettendo ai produttori di risollevarsi dalla crisi nella quale sono piombati“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this