Investiti nei tango-bond 50 milioni
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fonte:
- Il Mattino di Padova
Nardo e Conte: sono 10 mila le vittime padovane delle banche
Che Padova fosse la capitale veneta dei depositi bancari già si sapeva, che ciascuna famiglia riuscisse a mettere mensilmente qualcosa da parte pure. Ma che nell`intera provincia i cittadini-utenti colpiti e affondati nel 2001 dai crac finanziari dei bond argentini fossero addirittura più di 10.000 per un totale di circa 50 milioni di euro investiti in Tango-bond, nessuno lo aveva mai detto. E` questo l`ammontare complessivo degli investimenti padovani in titoli obbligazionari sudamericani, versati più o meno coscientemente agli istituti di credito bancari tra il 1999 e la fine del 2001, quando cioè esplose il crack. Quasi tutti soldi di piccoli risparmiatori, pronti a scommettere il futuro sulla propria liquidazione dopo una vita di sudore in fabbrica o in bottega. Basti pensare che l`importo medio di investimento a Padova e, in generale, nel Veneto non supera i 50.000 euro. E ora? Dopo aver seminato c`è chi sta già raccogliendo i frutti. La conferma arriva dal numero uno dell`Adiconsum-Cisl di Padova Roberto Nardo, il quale sottolinea come grazie alla pressione della sua associazione a tutela dei consumatori nei confronti delle banche locali, un centinaio di transazioni attuate in questi anni siano andate a buon rendere: di queste, infatti, oltre la metà ha già riportato l`80% dei risparmi investiti in bond argentini nelle tasche dei risparmiatori bidonati. “A livello nazionale“, spiega Roberto Nardo, “i risparmiatori dei Bond argentini sono circa 450 mila, e a Padova i colpiti dal crac sono più di 10 mila, ma pensare che tutti riescano a recuperare le somme investite è davvero una chimera“. Perché? “In questi casi“, risponde Nardo, “ogni singolo caso fa storia a sé, ed è per questo che il termine ultimo per tutelarsi nei confronti delle banche, fissato alla data del 21 dicembre 2006, non ha secondo noi validità. Ogni caso va portato avanti con azioni legali su misura“. Esattamente fra un mese scade il termine di legge per agire nei confronti delle banche che hanno venduto questi titoli argentini, e chiedere loro la restituzione del capitale investito. Come attivarsi? “Il risparmiatore in possesso di qualsiasi tipo di bond“, interviene Franco Conte, presidente regionale del Codacons “che non sono stati più rimborsati dallo Stato (Argentina) o dalla società emittente (tutti gli altri) deve proporre reclamo alla banca contestando l`acquisto dei titoli e chiedendo il risarcimento dei danni, cioè la perdita del capitale investito“. Quali termini per agire? L`azione per far valere i propri diritti nei confronti degli istituti bancari si prescrive in cinque anni decorrenti dalla data in cui è stato dichiarato il “default“. Per le obbligazioni argentine il termine si sta per prescrivere (21 dicembre 2006) ed è importante muoversi per tempo. Diverso è il profilo per chi opta per l`azione giudiziaria. La valutazione sull`opportunità di fare causa alla banca va effettuata caso per caso e richiede l`esame analitico della documentazione (presenza di ordini d`acquisto firmati dal risparmiatore), nonché del profilo di propensione al rischio del risparmiatore (tipologia degli investimenti effettuati) e del capitale investito. A distanza di cinque anni dal crollo del mercato argentino, molte piccole formichine padovane sono ancora lì a contare le perdite. Con l`aiuto delle associazioni dei consumatori, però, qualche briciola può ancora tornare al mittente.
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