17 Novembre 2006

Disabili, grido d`allarme delle famiglie

Udine Disabili, grido d`allarme delle famiglie
Le associazioni di genitori presentano un documento a politici e sindaci

Quattro associazioni di genitori con figli disabili e un sodalizio di tutela dei consumatori assieme per ribadire quanto le famiglie dei portatori di handicap si sentano abbandonate. “Soprattutto per i disabili in età evolutiva i servizi socioassistenziali ed educativi sono sempre più latitanti“, lamentano le associazioni Genitori de La nostra famiglia, Sindrome di down, Progetto autismo Fvg, Familiari e amici della fondazione bambini e autismo. Il loro grido di aiuto è sostenuto dal Codacons provinciale. I sodalizi hanno scritto una lettera dettagliata che hanno inviato al presidente della regione Illy, a tutti gli assessori e consiglieri regionali, nonchè ai sindaci dei capoluoghi e agli ambiti sociosanitari della regione, alla Federsanità dell`Anci, al tutore dei minori e addirittura ai quattro vescovi. Con il documento intendono offrire la loro competenza alle famiglie interessate al problema per collaborare con le istituzioni affinchè si possa risolvere la situazione di disagio in cui versano. I sottoscrittori sottolineano che solo instaurando un sistema curante, ovvero azioni condivise che partecipino sinergicamente al progetto educativo globale del portatore di disabilità, questi ragazzi potranno essere aiutati a crescere, abbattendo “i muri della discriminazione e della solitudine che affliggono le famiglie“. Riguardo alla prevenzione degli stati cronici, le associazioni ritengono di primaria importanza una razionalizzazione degli investimenti della collettività nei servizi erogati. Quello che si lamenta in riferimento all`ambito socioassistenziale dell`Udinese, non è “una mancanza di fondi, ma la loro organizzazione non efficace“. C`è una precisa accusa, nella lettera, riguardo alla delocalizzazione dei servizi sul territorio, nella cui attribuzione si osserva “una difformità e un`arbitrarietà che ha come risultato un`ingiustizia sociale“. La lettera a politici e aministratori continua rilevando la necessità che il servizio socioassistenziale al fanciullo disabile sia garantito in sinergia con quello socio-educativo “affinchè sia rispettata la dignità della persona“. Si richiedono competenze formative e didattiche agli operatori e sopratutto continuità, evidenziando il disagio “di molte famiglie abbandonate in corso d`opera: spesso – si legge – un cambio di educatore per questi bambini significa un consistente stop nella funzionalità del loro piano educativo“. Infine, si sottolinea la necessità che le soluzioni normative riguardanti la disabilità trovino collocazione separata rispetto a quelle inerenti il disagio sociale, ricordando la stressante incertezza per le famiglie rispetto alla copertura finanziaria per tali servizi. Ora, si attende una risposta concreta dalle istituzioni.

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