3 Novembre 2006

Metro: nessuna connessione tra i due incidenti



Il piccolo incidente occorso mercoledì scorso alla stazione della metropolitana Ponte Lungo non ha niente a che vedere con quello ben più grave avvenuto alla stazione Piazza Vittorio il 17 ottobre. Si è trattato solo di un po? di fumo. Ma sicuramente fa sorgere ulteriori polemiche sulla questione sicurezza nella metropolitana di Roma. La società Met.Ro ha reso noto ieri che ?Il guasto che ha interessato l?impianto elettrico di emergenza della stazione di Ponte Lungo della metropolitana Linea A è stato causato da un corto circuito a seguito del quale hanno preso fuoco le batterie di alimentazione con conseguente fuoriuscita di fumo acre e potenzialmente tossico?. I tecnici Met.Ro. ed i vigili del fuoco sono per fortuna intervenuti tempestivamente, impedendo così la diffusione dell?incendio oltre che maggiori danni agli impianti. La stazione ha potuto fra l?altro riacquistare la sua piena funzionalità già dalle ore 19 del giorno dell?incidente. La Met.Ro. ha comunque presentato le proprie scuse agli utenti per la temporanea chiusura della stazione ed ha ringraziato ?l?operatore della vigilanza che, rischiando, ha consentito di rendere più rapidi gli interventi?. L?Azienda ha quindi spiegato la funzione dell?impianto che è stato oggetto del guasto, che è quella di ?garantire l?alimentazione elettrica per il funzionamento di tutti i servizi di stazione (scale mobili, illuminazione, tornelleria, impianti di allarme, telecamere e monitor di videosorveglianza) in caso di interruzione di fornitura elettrica dalla rete Acea e prima che entrino in funzione i gruppi elettrogeni?. Essendo necessario qualche secondo prima che si attivino i gruppi elettrogeni, le 33 batterie contenute nel dispositivo evitano i disservizi derivanti da un eventuale blackout elettrico. La Met.Ro garantisce che le suddette batterie erano state sostituite due anni fa e che ?l?impianto è costantemente controllato?.
Le cause che possono aver generato il corto circuito sono ora oggetto di accertamento. Intanto l?avvocato penalista Claudio Coratella, in qualità di difensore del Codacons e di numerosissime persone coinvolte nell?incidente della Linea A della metropolitana di Roma dello scorso 17 ottobre, ha chiesto in questi giorni al ministro dei Trasporti, al sindaco di Roma e al presidente della Regione di poter partecipare alle commissioni di inchiesta istituite per accertare le cause del disastro in cui, ricordiamo, una donna ha perso la vita.
?È un grande impegno assistere coloro che hanno vissuto l?incubo dell?incidente della Linea A della metro di Roma. Molti sono stati feriti, tutti sono rimasti profondamente sconvolti e spaventati.
È necessario difendere i diritti delle persone coinvolte nell?incidente, – ha dichiarato Coratella – ma anche rappresentarli di fronte alle istituzioni. Partecipare alle commissioni di inchiesta è importante, stante l?incidenza che l?esito delle indagini avrà sul procedimento penale?. Ora l?avvocato del Codacons attende la risposta delle amministrazioni in merito alla presenza di un rappresentante degli utenti all?interno delle commissioni che, secondo Coratella, ?si inserirebbe in quella politica di trasparenza che la pubblica amministrazione negli ultimi anni persegue con impegno e rappresenterebbe un segno di solidarietà e sensibilità da parte delle istituzioni nei confronti delle persone coinvolte nel disastro?.

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