Fagagna: sull`emergenza rifiuti sindaci e Codacons chiedono l`intervento della Procura
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fonte:
- Messaggero Veneto
Fagagna: sull`emergenza rifiuti sindaci e Codacons chiedono l`intervento della Procura
FAGAGNA. Di fronte ad un uditorio piuttosto esiguo nonostante l`importanza dell`argomento, il Codacons ha cercato ieri sera di definire lo stato della problematica rifiuti: se non si troveranno soluzioni subito, s`è detto, intervenga la Procura della Repubblica. Mentre hanno disertato l`incontro sia il rappresentante della Comunità Collinare che il rappresentante della Protezione Civile, entrambi invitati, non mancavano invece i lavoratori che rischiano di perdere il posto a causa dell`emergenza derivata dall`incendio dell`impianto di Rive D`Arcano. Per loro, ha ricordato il sindacalista Franco Barera, è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo per cui urge la ricostruzione dello stabilimento della Collinare. “Uno stabilimento che va ricostruito ma che ha vita solo se si fa la raccolta multimateriale- ha precisato il sindaco di Rive D`Arcano, Gabriele Contardo-. Bisogna trovare un`unità di intenti e tornare appena possibile alla multimateriale anche laddove, per risolvere l`emergenza, si è passati alla monomateriale come nei Comuni del Medio Friuli“. Vitto Claut, presidente regionale Codacons, e Bruno Peres responsabile Codacons della zona Collinare hanno indetto l`incontro denunciando la mancanza di informazioni ai cittadini: “Non sappiamo nulla di ciò che sta accadendo- ha rilevato Claut-. Dalle ultime notizie si evince che la situazione non è risolta ma solo rinviata con costi più alti per tutti noi“. A fare il punto sulla questione è stato il sindaco di Fagagna, Gianluigi D`Orlandi, che ha spiegato che per i Comuni della Collinare si sta cominciando a sgomberare i rifiuti esistenti portandoli fuori regione e poi ci si indirizzerà verso l`impianto di Aviano. Non ha nascosto il suo profondo scoramento: “dovendo constatare che anche azioni forti come denunce e istanze non hanno portato a nessun risultato e che l`accaduto dimostra il limite strutturale della programmazione nel settore dei rifiuti“. Preoccupato quindi “per un sistema che non funziona e che fra poco più di un anno con l`esaurimento delle discariche porterà alla paralisi del più largo comparto dei rifiuti“ ha rivolto un plauso invece “ai cittadini che hanno seguito l`invito a non conferire ulteriori rifiuti e stanno sopportando anche troppo silenziosamente i disagi“. Le preoccupazioni maggiori emerse anche ieri sera riguardano il futuro dei lavoratori, la maggior parte dei quali segue il flusso dei rifiuti e lavora temporaneamente ad Aviano: “Se lo stabilimento di Rive- ha detto Barera- non sarà ricostruito possono dire addio al loro posto. Non riesco a capire cosa c`è sotto questo tergiversare. Sono sicuro che l`incendio è di origine dolosa e che ha colpito al momento giusto mentre era in vista un grosso piano di sviluppo. Il rischio di non riaprire a Rive non è solo quello di vedere i lavoratori sulla strada, ma anche quello di seppellire una formidabile esperienza pilota avviata dalla Collinare con la raccolta differenziata“.
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