7 Novembre 2006

Sette “bancomat“ del latte

Aumentano i distributori automatici del prodotto appena munto: è la scommessa delle aziende agricole
Sette “bancomat“ del latte
Da Sona a Nogara, si punta sulla vendita diretta al consumatore

Con il “bancomat del latte“ sotto casa, i veronesi possono ora rifornirsi quotidianamente di latte crudo appena munto, sano, non pastorizzato, non trattato termicamente e quindi ricco di vitamine e proteine utili all`organismo: è il messaggio di Coldiretti, che ha voluto dedicare un convegno alla promozione di questo prodotto e della nuova modalità di vendita. Nel Veronese ci sono già sette distributori automatici autorizzati: l`azienda agricola di Daniele Girelli a Sona, quella di Giovanni Bianconi a Sommacampagna, Valentino Girardi in via Gardesana a Verona, “La Corte“ di Cristofoli a Isola Rizza, Tiziano Giacopuzzi a Buttapietra e le aziende Bontempo di Nogara e Cerea. Buona la risposta dei consumatori in questa fase iniziale che, secondo il Codacons, dovrebbe dare il via alla vendita diretta di altri prodotti dell`agricoltura. “Vediamo con favore questo tipo di iniziativa“, commenta Stefano Fanini che è il presidente provinciale del movimento. “Indubbiamente il latte crudo è un prodotto molto delicato, che esige un`estrema attenzione sia nell`alimentazione dei bovini che nel trasporto dalle cisterne ai distributori automatici, fino al controllo della stessa macchina che deve essere sempre sterilizzata per evitare la proliferazione di batteri“. Sono quindi previsti controlli molto rigorosi, come sottolineato da Gastone Passarini, direttore del servizio veterinario dell`Ulss 20: il prodotto deve essere sottoposto mensilmente a cinque analisi per i principali agenti patogeni, e ogni 15 giorni a varie prove per la ricerca della carica batterica. “L`allevatore, per vendere il latte crudo, deve presentare istanza di autorizzazione al sindaco del comune dove è situata l`azienda, che la rilascia solo con il parere favorevole del servizio veterinario dell`Ulss. La Regione si è mossa prima dell`arrivo del regolamento comunitario del gennaio 2006, varando un provvedimento a tutela del consumatore per le modalità di controllo, come indicato da Piero Vio del Servizio igiene degli alimenti della Regione; Comune e Provincia, a loro volta, sono disponibili ad appoggiare il progetto. Piuttosto soddisfatti gli allevatori. “Siamo solo all`inizio, il bilancio di questa esperienza si potrà dire per noi positivo quando arriveremo a distribuirne almeno un quintale“, commenta Daniele Girelli di Sona, che produce 15 quintali di latte al giorno. “Per ora distribuiamo attraverso il bancomat 70 litri di latte al giorno, il resto lo inviamo a un caseificio“. Flavio Cristofoli dell`azienda “La Corte“ di Isola Rizza ha due distributori, attraverso i quali vende già 200-300 litri al giorno: “Oltre alla maggior qualità per il consumatore, questa operazione è un sostegno al reddito delle piccole aziende che non riuscirebbero a sopravvivere, visto che il prezzo del latte continua a scendere“. E` infatti arrivato a 0,32 euro al litro alla stalla, contro un euro circa di costo al consumo; il latte al bancomat è venduto a 0,70, consentendo un certo margine ai produttori. “Ogni giorno ne vendo circa 50 litri, una quantità che dovrà aumentare“, aggiunge Valentino Girardi dell`azienda di via Gardesana. “Le persone sono ancora dirette all`acquisto del latte fresco pastorizzato; deve passare il messaggio che il latte crudo è sicuro perché i controlli sono rigidi“. In effetti, come chiarito da Valerio Giaccone dell`Università di Padova, il latte è il più complesso di tutti gli alimenti per le sue caratteristiche microbiologiche, quindi va gestito bene dalla produzione alla conservazione: quello crudo può essere conservato in frigo per 24-36 ore, non essendo trattato termicamente. “E` un prodotto buono e sano“, sottolinea Damiano Berzacola, vicepresidente della Coldiretti. “Il bancomat del latte può aiutare le aziende, soprattutto quelle delle nostre zone montane, Lessinia e Baldo, che risentono del periodo di crisi. Non è un buon momento per il latte, anche se dobbiamo rilevare che il 2005 ha segnato in Italia un incremento dei consumi del fresco intorno al 5%“. Con il latte crudo al distributore, il consumatore potrà ritrovare il vero gusto del latte.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this