5 Novembre 2006

Esposto del Codacons alla magistratura sulle voci di un riscatto

Per salvare Torsello pagato “dazio“ in favore delle popolazioni locali
Esposto del Codacons alla magistratura sulle voci di un riscatto: utilizzo improprio di soldi pubblici

ROMA Tradizionale abito bianco afgano, un drappo di cotone azzurro sulla spalla, Gabriele Torsello è finalmente arrivato ieri in Italia, intorno alle 12.45, dopo 22 giorni di prigionia. Un saluto veloce ai parenti arrivati a Ciampino e poi a Roma, in procura, a raccontare tutto quello che sa: tre ore durante le quali ha detto di non sapere chi fossero i dieci rapitori che lo hanno tenuto segregato in “almeno quattro prigioni“; di non sapere nulla di riscatti pagati; del terrore di quel quarto giorno, quando ha temuto di venire ammazzato. Ad accoglierlo a Ciampino è andato Arturo Parisi, che ha espresso “soddisfazione per la ritrovata libertà“ di Torsello anche a nome del presidente della Repubblica Napolitano, del premier Prodi e del Governo, “sicuro di interpretare i sentimenti di tutti gli italiani“. Il ministro della Difesa non lo ha aspettato sulla pista dell`aeroporto: è invece entrato nel Falcon 900 che da Kabul ha portato a Roma l`ex ostaggio e, con lui, ha sceso le scalette, visibilmente contento. Torsello, con Parisi al fianco e un sorriso solare stampato sul volto, ha percorso con passo spedito i pochi metri che separano il velivolo dall`entrata della saletta dove, emozionati, lo attendevano alcuni dei cugini che in queste tre settimane più di tutti si sono spesi per la liberazione. In aeroporto Torsello ha ricevuto anche il saluto dei presidenti del Senato e della Camera, Franco Marini e Fausto Bertinotti, tornati a Ciampino proprio in quei minuti dalle cerimonie per il 4 novembre. Subito dopo è partito per Roma, dove è stato ascoltato dai pm romani del pool antiterrorismo Ionta, Amelio e Saviotti. Al termine dell`interrogatorio il fotoreporter ha lasciato la capitale ed è ripartito da Fiumicino per Alessano, a casa, dal piccolo Gabriele jr., dalla moglie Silvia, dai genitori. “Chi mi ha rapito? Non ne ho la più pallida idea“, ha detto Torsello. “Una decina di persone in tutto“, ha spiegato ai magistrati, aggiungendo di aver cambiato almeno quattro prigioni. E a poco sarebbe servito comunicare ai suoi carcerieri la sua fede islamica, la sua scelta di occidentale che ha abbracciato la fede musulmana. Durante i 23 giorni di prigionia, ha ricostruito Torsello, non sono mancati i momenti di paura. Come quando, quattro giorni dopo il rapimento, è stato “trascinato con violenza“ fuori dalla stanza di una delle prigioni dove era tenuto segregato. Le smentite sono state affidate ai sottosegretari. Alberto Maritati, Giustizia, e Lorenzo Forcieri, Difesa. Ieri non hanno fatto che ripetere che “non risulta sia stato pagato alcun riscatto“. Con una ammissione in più, da parte di Maritati, secondo il quale in cambio della liberazione di Torsello è stato dato “qualcosa alle popolazioni locali che lì hanno davvero tanto bisogno“. Ma di riscatto vero e proprio e con parecchi zeri si parla eccome. Addirittura fonti bene informate ricostruiscono la partenza del denaro dall`Italia a bordo di un aereo militare fino a Kabul e poi, fino a Lashkar Gah, in elicottero. E tanto sono particolareggiate queste indiscrezioni il via libera alla trattativa sarebbe stato l`appello del ministro degli Esteri che aveva precisato la disponibilità dell`Italia a “fare tutto ciò che è ragionevole“ che il Codacons ha deciso di presentare un esposto alla magistratura perchè si faccia chiarezza. “Se davvero fosse stato pagato puntualizza il presidente dell`associazione carlo Rienzi ci troveremmo dinanzi a un fatto gravissimo, ossia un utilizzo criticabile se non improprio di soldi pubblici dei cittadini“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this